I dati ISTATsull’inflazione del mese di novembre tornano a ricordarci che è in atto una delle più terribili crisi economiche che si ricordino e che non trovano riscontro nelle aride cifre. Quel 2,4 % non dice proprio nulla…..
La notizia sta scatenando una ridda di commenti ma io voglio solo fare un invito, anzi due.
Compriamo prodotti italiani e mangiamo prodotti lucani.
E’ un modo come l’altro di dare una mano all’economia nazionale in questo mondo sempre più globalizzato siamo invasi da prodotti provenienti da tutto il mondo e non sempre sono all’altezza di analoghi prodotti italiani, talvolta è solo il prezzo invitante a tentarci.
Soprattutto a tavola dobbiamo stare attenti. Siamo letteralmente sommersi da cibi di provenienza ignota ma il più delle volte di qualità molto scadente. Dobbiamo tenere d’occhio le nostre tasche e la nostra salute. Leggevo su un giornale di Matera che non si stampa più, il Giornale della Sera, di quella faccenda del grano contaminato dalle radiazioni sbarcato a Bari nel 2005 e che nonostante le proteste e le polemiche scatenatesi è stato venduto e finito in molti molini e pastifici, grano trasformato in pane, pasta e prodotti vari…..
Nei supermercati non si trova più aglio italiano, quasi nessuno legge l’etichetta della provenienza se lo facesse rimarrebbe esterrefatto. La Cina sta diventando uno dei paesi che esporta più prodotti alimentari, ma chi va a controllare come in Cina si producono quei cibi? Lo sappiamo tutti (o forse no) che la Cina è uno dei paesi con il più alto tasso di inquinamento nell’aria, nell’acqua e forse nel suolo…..
La notizia è di ieri, i coltivatori del metapontino hanno aperto il primo punto di vendita della cosiddetta “filiera corta” alla periferia di Potenza. I prezzi sono davvero bassi, i prodotti di buona qualità; speriamo che tali punti vendita vengano estesi in tutta la regione. Ci guadagnano i consumatori ed i produttori e la salute non viene compromessa.