I problemi occupazionali che, senza soluzione di continuità, continuano ad interessare molti , troppi, lucani disegnano una mappa di sacrifici, sofferenze, tragedie famigliari che spesso, come via di fuga, hanno un’unica soluzione: l’emigrazione.
Negli ultimi anni le cronache regionali sono state occupate quotidianamente dalle vicende delle aziende che, alla spicciolata, hanno chiuso i battenti in Basilicata,. sono le stesse aziende che erano state attratte dai cospicui finanziamenti a fondo perduto, le stesse aziende che hanno beneficiato di un fiume di soldi per corsi di formazione professionale. Per mesi abbiamo familiarizzato con i nomi delle aziende in crisi, King com, EDS, Nylstar, Barilla, Flomar….. per ultimo tiene banco la vicenda della CPF di Pisticci.
Quest’estate si è parlato molto anche dei lavoratori, circa 800, ex SMA, sembrerebbe (meglio ricorrere al condizionale!) che la vicenda abbia trovato uno sbocco e dal 2008 saranno le province a farsi carico di questi bistrattati lavoratori. Vedremo.
Su vicende legate ai lavoratori ex SMA mi perviene l’intervento di un caro amico che fa pervenire ai giornali locali la nota che riporto qui di seguito. Piove sul bagnato. Anche l’INPS ci si mette a girare il coltello in una ferita sempre più profonda. E’ tollerabile ciò che denuncia Vito?
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Lavoratori ex SMA del Vulture-Melfese-Alto Bradano maltrattati dall’INPS
Egregio Direttore,
le scrivo per denunciare quanto accade nella “Basilicata che conta” in merito alla situazione attuale in cui versano diversi lavoratori nello status di mobilità della ex SMA e residenti nel Vulture-Melfese-Alto Bradano. È di questi giorni la notizia dell’accordo raggiunto tra Regione Basilicata e Organizzazioni Sindacali sulla stabilizzazione dei 780 lavoratori ex SMA nelle Province di Potenza e Matera con il progetto settennale “Vie Blu”, lavoratori che allo stato attuale percepiscono un’indennità di disoccupazione ordinaria. Questo calvario dura ormai da 15 mesi e se dico calvario è tale in virtù dei cosiddetti ammortizzatori sociali che negli ultimi tempi non ammortizzano alcunché, in quanto forse avrebbero bisogno di qualche filo di olio lubrificante per così consentire l’accompagnamento “assistito” verso la fatidica data del gennaio 2008, giorno in cui i lavoratori giungeranno alla meta sperata: un lavoro certo in questa “Basilicata che conta”. Quello che però vorrei denunciare è il comportamento censurabile da parte dell’INPS, in particolare dell'Agenzia di Melfi (Pz) che non ha ancora provveduto all'erogazione dei pagamenti per quei lavoratori in mobilità, residenti nel bacino del Vulture-Melfese-Alto Bradano provenienti dalla ex SMA Basilicata. Alla data odierna non risulta
pervenuto alcun pagamento in merito alla disoccupazione ordinaria del mese di agosto e della mobilità spettante del primo semestre, così come prevista dagli accordi tra Regione Basilicata e Organizzazioni Sindacali. Nell'evidenziare la gravità di quanto accade, esprimo il mio più totale disappunto su come funzionari dell'Agenzia INPS di Melfi operano a discapito di cittadini a cui non rimane che rivolgersi agli organi preposti per denunciare mancanze incomprensibili, di cui sarebbe utile l’intervento dei Sindacati nonché del Consiglio regionale. A tal fine ho provveduto a una segnalazione necessaria alla sede centrale dell’INPS. Con la speranza di aver sollecitato un problema di evidente precarietà aggravata da inefficienze pubbliche, spero di poter ricevere risposte urgenti da parte di chi ha creato questa situazione a dir poco assurda.
Ex Lavoratore SMA
Vito L’Erario