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venerdì, 11 maggio 2007

Poste Italiane: disagi ed inefficienze

La nomea di “rompiballe” me la sono guadagnata nel tempo. Ho sempre avuto la mania di denunciare pubblicamente le storture, le inefficienze, le inadeguatezze, l’incompetenza delle pubbliche amministrazioni o degli enti erogatori di servizi. Ritengo un dovere civico denunciare tutto ciò. Io lo faccio da sempre, mettendoci, come si usa dire, la faccia o per meglio dire nome e cognome. Non è da tutti. Spesso utilizzo la “lettera aperta”, invio la segnalazione ai destinatari e la faccio pervenire anche alla stampa. Molte volte le mie denunce, quando sono state riprese dai giornali, hanno trovato una soluzione. Tante volte mi sono occupato della inefficienza (è un termine che non rende bene l’idea) delle Poste. Da quando è iniziata la privatizzazione per molti cittadini è diventato un inferno. Folla agli sportelli, sportelli eliminati, soprattutto nei piccoli centri, località dove lo sportello funziona a giorni alterni, corrispondenza che viene recapitata con enormi ritardi o non viene per nulla recapitata. Queste cose succedono ovunque, senza distinzione geografica, nelle grandi metropoli, nelle città del nord e in quelle del sud, ma la situazione in Basilicata è ancora più pesante perché le Poste devono servire pochissimi utenti (oggi si chiamano clienti) disseminati su un territorio vastissimo ed accidentato sopportando costi che la dirigenza di Poste Italiane ritiene sproporzionati o non in linea con le aspettative di lauti ricavi. Ultimamente le proteste si fanno sempre più insistenti, da più parti arrivano segnalazioni di situazioni insopportabili ed a cui, ritengo, si debba porre un argine. Il servizio postale è, checché se ne dica,  svolto ancora in esclusiva da Poste Italiane e deve essere svolto in maniera accettabile dappertutto.

Date un’occhiata a cosa scrivevo cinque anni fa. Non è cambiato nulla, anzi, la situazione è notevolmente peggiorata.

 


  

Poste Italiane Ufficio Relazioni con il Pubblico -  POTENZA

Filippo Bubbico Presidente Regione Basilicata

Vito Santarsiero Presidente Provincia di Potenza

Ai Parlamentari Lucani

Ai Consiglieri Regionali

Agli organi di stampa

Federconsumatori

 

Lettera aperta

 

 

            Già altre volte ho protestato per i disservizi che le Poste mi hanno arrecato, qualche volta ho ricevuto risposte di circostanza, ultimamente neanche un riscontro.

            Torno a protestare per il pessimo servizio reso a noi lucani dalle Poste Italiane, insieme a me moltissimi altri corregionali si lamentano di uno stato di fatto che penalizza oltre ogni limite di decenza le nostre comunità.

            Tutti i giorni i quotidiani lucani riportano notizie di ribellioni provenienti da questo o quel comune: ci si lamenta che vogliono chiudere gli sportelli, ci si lamenta per le interminabili code agli sportelli in locali esageratamente piccoli, del mancato recapito della corrispondenza.

            Anche a Potenza, capoluogo di Regione, i disagi sono tanti e le code, specie in giorni d scadenza, sono lunghissime con tempi di attesa che superano le 2 ore (!!).

            Cosa mi ha spinto ad elevare questa ennesima protesta? Presto detto.

            Dovevo provvedere al pagamento di alcune utenze (acqua, rifiuti solidi) e ieri, lunedì 15, recatomi presso alcuni uffici postali cittadini ho dovuto rinunciare per le lunge file.

            Oggi, non potendo abbandonare il posto di lavoro, ho incaricato una persona di fiducia affinché si recasse presso un qualsiasi sportello per pagare due bollettini di conto corrente. Anche il mio amico ha dovuto rinunciare in quanto presso gli uffici cittadini (via IV Novembre, via Pretoria, Stazione, Via Messina, Bucaletto) le code erano davvero esagerate. Ho pregato il mio amico di recarsi all’ufficio postale di Tito Scalo ma anche qui, nell’angusto locale, c’erano troppe persone in coda.

            Ormai questo stato di fatto dura da troppo tempo e le tantissime lamentele non hanno sortito alcun effetto. Ci sono state anche interpellanze parlamentari, interventi di Sindaci e di autorità politiche locali: nulla ha smosso la dirigenza postale della Basilicata.

            Ma la misura è colma e sarebbe ora che, ognuno per quanto di propria competenza, intervenga preso la Direzione Centrale delle Poste, presso il Ministero delle Comunicazioni affinché ai lucani venga restituita la dignità di utenti di un servizio universale che è ancora gestito in regime di monopolio dalle nuove Poste Italiane che, da quando ha deciso di privatizzarsi, ha deciso di farlo a spese dei poveri utenti, sopratutto di quelli dell’Italia del Sud.

            I dirigenti nazionali delle nuove Poste si vantano di aver quasi risanato i bilanci, di aver attivato nuovi servizi, sopratutto di tipo privatistico, come il Bancoposta ed i servizi finanziari propri delle banche. In pratica le Poste “investono” sopratutto in servizi che danno un “ritorno” trascurando in maniera scandalosa i tradizionali servizi postali.

            Ci sono però dei servizi (riscossione delle pensioni, pagamento delle utenze tramite ccp, corrispondenza) gestiti ancora in regime di rigoroso monopolio, che devono essere offerti in modo decente alla popolazione, destinando le necessarie risorse, sia in termini di strutture che di personale (se ben ricordo la Basilicata era l’unica regione ove le Poste non prevedevano assunzioni!).

            Si deve coprire in modo capillare tutto il territorio, dalla grandi città al più sperduto paesino delle nostre montagne. E’ un diritto inalienabile che le Poste stanno tentando di abolire in maniera unilaterale ed arbitraria.

            Politici ed Istituzioni devono contrastare in maniera forte e decisa questo scellerato progetto e restituire ai lucani quei diritti che in altre parti d’Italia nessuno si sogna di intaccare.

 

 

Potenza 16 luglio 2002

 


postato da: astronik alle ore 21:56 | link | commenti (3)
categorie: disservizi, poste