Qualcuno da tempo va dicendo che l’Italia non è un paese serio perché è assurdo che a parlare di politica, a fare proposte, denunce siano spesso i comici.
In effetti uno dei comici più brillanti che abbiamo, il genovese Beppe Grillo, da anni si è “nominato” severo censore della classe politica italiana.
Non a caso il suo blog raccoglie migliaia di visitatori ogni giorno e i suoi spettacoli sono seguitissimi.
Beppe Grillo è stato uno dei primi casi di “epurazione” messa in atto dalla TV di Stato, per anni il Beppe nazionale non è praticamente comparso in video per decisione dei vertici della RAI. Poi, con l’avvento di internet, egli si è creato uno spazio sul web sono sorti numerosi fans club, i meetup, diffusisi come funghi in ogni angolo della penisola per propagandare il suo “verbo”.
Micidiali, mediaticamente parlando, le sue campagne contro i “i nostri dipendenti”, così chiama i parlamentari e gli amministratori pubblici.
Beppe grillo da qualche settimana ha lanciato la campagna di adesione al “V-day” (vaffanculo day, giorno del vaffanculo), in pratica l’8 settembre ci si riunirà nelle piazze per richiamare l’attenzione sul fatto che dall’’8 settembre 1943 in Italia non è cambiato nulla.
Ci sono mille motivi per aderire, mi limito ad elencarne alcuni che giustificano la mia adesione.
Sono stufo di sentir parlare dei “costi della politica” perché non si tratta di costi ma di sprechi, per non dire altro…………
Sono stufo di aspettare che “il palazzo” smetta di campare di privilegi. Sono immorali gli stipendi dei “nostri dipendenti” messi a confronto con le pensioni da fame di tanta gente o degli stipendi ridicoli dei milioni di precari. Non tollero aver appreso che Camera, Senato e Presidenza della Repubblica hanno incrementato in maniera scandalosa il parco immobiliare senza alcun controllo. Vorrei aggredire selvaggiamente tutti coloro che hanno votato leggi che hanno portato scandalosi vantaggi a pochi ben individuati personaggi, a coloro che si sono costruiti pensioni d’oro, che regalano a piene mani soldi ad una miriadi di partiti nonostante il finanziamento pubblico dei partiti non esiste più.
Sono disgustato nel veder sperperato il denaro che mi prendono dalla busta paga per pagare nullafacenti messi a vegetare in un mare di Enti creati apposta per parcheggiare politici trombati, amici degli amici, parenti e malavitosi amici.
Sono incazzatissimo di fronte a vicende che hanno devastato l’economia della nazione e consentito che i soliti furbi abbiano potuto tranquillamente mettere in ginocchio milioni di risparmiatori, migliaia di lavoratori e aver creato un’immagine dell’Italia “patria dei truffatori”. Truffatori e malfattori che restano spesso impuniti.
Per questi e tanti alti motivi che l’8 settembre prossimo, insieme a milioni di italiani, griderò il mio “vaffanculo” all’indirizzo di tutti coloro, nostri “dipendenti”, che con questo modo di far politica ci sguazzano!
L’adesione al V-Day non pregiudica (forse qualcuno mi taccerà di populismo) l’adesione a quel movimento che i blogger lucani stanno creando per cercare di cambiare la politica.
Per chi vuol partecipare alle discussioni vada a curiosare qui o qui.
Questo post è una propaggine del precedente. Ascanio mi ha chiesto di inserire questo intervento che non è possibile inserire in una risposta in quanto la piattaforma che ospita questo blog fissa il limite di battute a 2000.
Ospito volentieri l’intervento di Ascanio in quanto il dibattito sulla “vertenza” aperta dai Giovani Comunisti di Basilicata ha “scatenato” (nel senso buono…) ragionamenti che con il tema del precedente post possono apparire fuori tema ma che, a mio parere, hanno un logico concatenamento.
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Anche io cercherò di dare il mio contributo sul tema della crisi della politica. Chiaramente il tema è molto più complesso di quello che provo a sintetizzare. È vero che oggi ci sono delle differenze nette rispetto al novecento, è modificato il rapporto capitale-lavoro ( e di conseguenza tutto l'assetto socio-politico che eravamo abituati a conoscere), assistiamo al passaggio dell'egemonia internazionale dagli Stati Uniti alla Cina ( e questo è un punto da non sottovalutare perché porta con se una marea di contraddizioni, tra queste l'avvento della precarietà come cardine dell'assetto economico dei paesi occidentali e la guerra globale e permanente come ultimo tentativo per arginare l'ascesa delle nuove superpotenze...) e, soprattutto, la competizione capitalistica si è spostata da un piano meramente localistico (stato-nazione o continenti) ad un piano globale. Proviamo a concentrarci sull'ultimo punto. Il mondo diventa un grande mercato gestito e controllato dai colossi monopolistici ( quasi sempre privati tranne Gazprom) che spesso sono anche in aspra competizione tra loro. Assistiamo ad uno spostamento della centralità dallo Stato nazione all'interesse privatistico. Di conseguenza anche i luoghi decisionali cambiano. Si passa dalle istituzioni statali democraticamente elette (che ideologicamente possiamo contestare o no) ad organi tecnocratici (illegittimi??) come, ad esempio, WTO, FMI, Banca Mondiale, BCE che hanno il potere di mandare in bancarotta stati interi. Per avere un esempio basta pensare che è degli ultimi giorni l'imposizione della Banca Centrale europea di spostare i proventi del tesoretto al risanamento dei conti pubblici e non al tanto sospirato risanamento sociale. In questo contesto i partiti e le grandi organizzazioni di massa perdono il loro ruolo storico, quello cioè di strumenti di trasformazione della società (sia i partiti di classe che quelli borghesi- interclassisti) riducendosi a diventare meri gestori della quotidianità e delle decisioni già prese in altre sedi (il nostro ragioniere Padoa Schioppa credo sia un ottimo esempio). Ed ecco che la politica ed i partiti in Europa ed in occidente entrano in crisi, perché non sono in grado di indirizzare l'economia, perché subiscono le decisioni di chi, invece, realmente determina i mutamenti sociali e perché non riescono più a dare speranze agli uomini e alle donne. Questo è il tasto dolente. La politica che non è in grado di produrre speranza non è politica, perde il suo peso nella storia, diventa quasi uno spettacolo patetico. Ed arriva Berlusconi il venditore di fumo ( mi ricorda un altro in questa regione...) che attraverso una mistificazione della realtà, attraverso una presa per culo generale ( PASSATEMI IL TERMINE) diventa presidente del Consiglio e rovina un'intera nazione socialmente, economicamente e purtroppo culturalmente. Crisi della politica è quindi crisi della democrazia, delle istituzioni democratiche, dei luoghi e dei momenti di costruzione di democrazia. Crisi dell'interesse e della partecipazione. È chiaro che risposte è quasi impossibile darne. Bisogna navigare in mare aperto coscienti che oggi la gente ha più fiducia nella polizia che nei partiti politici ( sondaggio di Repubblica). Io credo che bisogna davvero riappropriarsi dei luoghi di costruzione collettiva, creare contenitori nuovi che gli altri possano riempire di contenuti, avere davvero la speranza ( è questa non è da vetero comunisti) di rivoluzionare l'esistente, di rimettere in discussione il presente, di non dare un volto umano a ciò che di umano ha ben poco ( parlo della globalizzazione) ma di trovare insieme percorsi di cambiamento possibili, camminare domandando dice Marcos, interrogandoci ed analizzando il nostro mondo, tenendo ferma sempre la prospettiva di emancipazione di una società che solo il binomio libertà ed uguaglianza è in grado di determinare, usando la non violenza come unica arma che abbiamo a disposizione.
ascanio
A –Come “ambiente”. In Basilicata oggetto di autentici attentati. La nostra regione è oggetto di “particolari” attenzioni che creano danni al territorio. L’estrazione del petrolio, la presenza di impianti altamente inquinanti (Fenice, ferriera di Potenza, Italcementi di Matera,, impianti in Val Basento), discariche di ogni tipo, “macerie” di una industrializzazione abortita.
B – Come Basilicata. Una nel Sud dell’Italia, un’altra sparpagliata nel mondo. E’ più popolata la seconda.
C – Controsenso. Siamo la regione dei controsensi, una territorio “potenzialmente” incontaminato dove convivono agricoltura di qualità e scorie nucleari. Controsenso è anche un ottimo giornale che fa controinformazione.
D – Come degrado. Morale, politico, sociale in cui è precipitata la nostra regione.
E – Come emigrazione. Da qualche anno i lucani hanno ripreso la valigia. Le destinazioni non sono più quelle di inizio secolo, è cambiato il target dell’”emigrante”, sempre più giovani, sempre più laureati.
F – Come favola. Quella che ci hanno raccontata per anni. Basilicata felix, questo il titolo. Ora questa favola non piace più a nessuno.
G – Come giovani. I destinatari di tanti progetti da parte delle Istituzioni con l’intento di costruire per loro un futuro nella loro regione. Fin’ora i progetti non hanno prodotto nulla di veramente importante.
H – Come “help”. Aiutiamoci che Dio ci aiuta…..
I – Come isolamento. Problema atavico. Mai completamento risolto. Causa del mancato sviluppo.
Isolamento dovrebbe far rima con infrastrutture. Ma la rima non è baciata….
L – Come legalità. Gli ultimi avvenimenti che hanno interessato i Palazzi di Giustizia di Potenza e Matera sono la punta di un iceberg che cela tutto il marcio che potrebbe nascondersi nelle stanze dove si dovrebbe amministrare
M- Come misteri. Stanno diventando troppo i misteri legati a fatti di cronaca nera che attendono una risposta. Chi ha rapito Elisa Claps? Come sono morti i “fidanzatini” di Policoro. Chi sono i mandanti dell’omicidio dei coniugi Gianfredi? Perché è stato ucciso Vincenzo De Mare? Chi ha ucciso l’avvocato Lanera? Chi c’è dietro a tutti questi misteri?
N – Come natalità. In Basilicata nascono sempre meno bambini. Lo dice l’ISTAT, siamo una delle regioni con il tasso di natalità più basso. Se il trend continua, se non si arresta l’emigrazione saremo meno degli abitanti della Val d’Aosta.
O- Come OLA Organizzazione Lucana Ambientalista, una ventata di freschezza nel pianeta dell’associazionismo. Nata solo un anno fa per difendere le bellezze della Basilicata dalle aggressioni ha già scavato un solco profondo e si è radicata fra la gente.
P – Come povertà. Il reddito medio dei lucani è fra i più bassi d’Italia. Troppe famiglie non vivono ma sopravvivono. Legione è scesa in campo con un progetto ad hoc. Chi non vuol emigrare è destinato ad ingrossare le truppe dei poveri.
Q – Come “questione meridionale”. Da noi è più attuale che mai. Siamo il sud del meridione.
R – Come rassegnazione. Una “qualità” che ha pervaso troppi lucani.
S – Come speranza. Si dice che è l’ultima a morire. Ma forse in Basilicata è già stata seppellita.
T- Come turismo. La vera risorsa che può aiutare l’economia a decollare definitivamente. C’abbiamo tutto affinché i turisti arrivino e apprezzino
U- Come ultimi. In classifica. Le statistiche ci relegano agli ultimi posti per tante cose…..
V – Come verità. E’ quella che tanti lucani vorrebbero conoscere su tanti misteri che qualcuno non vuole far conoscere.
W – Come Woodcock. Il giudice più famoso d’Italia ha contributo a rendere nota
Z – Come zuzzurellone. L’autore di questo insignificante elenco…..
Ma cos’è questo famigerato balzello? Quando e perchè è stato introdotto?
Si tratta di un retaggio del regime fascista e venne imposto perchè a quell’epoca cominciarono le opere di bonifica che contribuirono a rendere fertili i territori alle foci dei fiumi che finiscono nello Jonio. Quando fu pensato il tributo poteva avere una ragion d’essere in quanto era stato concepito per chiedere una partecipazione ai contadini a cui veniva reso utilizzabile il proprio terreno. Si è portata l’acqua nei campi, si è reso fertile un territorio che è diventata la “California” del sud Italia. Ci poteva stare.
Quella tassa si è nel tempo trasformata in tributo ed i proventi sono stati accreditati al Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. Con gli anni però tutto il metapontino si è urbanizzato, sono sorti nuovi comuni come Policoro e Scanzano Jonico, sono nati importanti insediamenti turistici. In pratica una zona a vocazione esclusivamente agricola si è radicalmente trasformata attirando popolazione dai comuni montani. Con leggi regionali, nel 1985 e poi nel 1995, si provvide a stilare un Piano di Classifica degli immobili che venivano assoggettati al tributo 660.
Da allora che la popolazione ha cominciato a ribellarsi. Ci si chiedeva, perchè un immobile urbano dovesse pagare una specie di pizzo che serviva a finanziare un Consorzio di bonifica che eroga servizi esclusivamente al mondo agricolo? Ci sono voluti oltre 20 anni di lotte, tante petizioni per far valere un diritto sacrosanto che stato in vita in una porzione della Basilicata è esistito, nel resto d’Italia mai nessuno ha dovuto sopportare un regime di tassazione così concepito. Come se per utilizzare l’acqua si sia dovuto pagare due volte il servizio, una scandalo!
Ventri anni sono tanti, come i soldi che hanno dovuto versare coloro che vivono nel metapontino, una vergognosa vessazione che doveva essere eliminata molto tempo prima. Per questo appaiono del tutto fuori luogo le dichiarazioni di soddisfazione rilasciate alla stampa da tanti esponenti della maggioranza in consiglio regionale. Vogliono incassare un consenso e la gratitudine di quelle popolazioni a cui è stato restituito un sacrosanto diritto negato per un tanti anni. Quegli stessi politici devono invece scusarsi con gli abitanti dei comuni della fascia jonica lucana per averli costretti per così tanto tempo a pagare una tassa palesemente ingiusta. Invece di esultare magari si impegnassero a restituire le somme ingiustamente versate e a ripensare le funzioni dei Consorzi di bonifica dai più ritenuti enti inutili, costosi carrozzoni politici la cui efficienza viene messa in discussione da tante persone.