Ai tempi miei l’inizio dell’anno scolastico coincideva, dappertutto, con il 1° ottobre. Poi sono intervenute riforme e contro-riforme e non esiste più una data unica per l’inizio dell’anno scolastico. Ogni regione ed ogni Istituto possono decidere in autonomia.
Ma, in linea di massima, domani 10 settembre, si torna fra i banchi in molte scuole.
Ma quale scola accoglie i nostri figli? Qual è il livello di istruzione che la scuola Italia oggi è in grado di offrire?
Il “pianeta” scuola è sempre in fermento e i problemi non mancano. Lasciamo da parte i problemi economici, che pure sono molto gravi, e cerchiamo di capire se la scuola italiana debba cambiare rotta. La riforma Moratti mi pare si sia rilevata un fallimento.
Quest’estate c’è stata una feroce polemica sulla preparazione degli studenti che arrivano al diploma. Sotto accusa il sistema dei crediti. Si è parlato senza mezzi termini del ritorno agli esami di riparazione forse abbandonati troppo precipitosamente.
Esiste il problema delle scuole private. E qui bisogna fare una distinzione, le scuole private efficienti (e costose) e quelle scalcagnate che ci sono da queste parti, con insegnanti alle prime armi e pagati molto male, quindi demotivati, strutture arrangiate. Eppure, almeno in Basilicata, vi sono moltissimi istituti privati che “promettono” percorsi formativi miracolosi con la conquista del diploma in brevissimo tempo, 5 anni in uno. Roba da geni! Eppure tutti sanno che dalle nostre parti a frequentare le “private” sono gli studenti meno avvezzi allo studio. Non a caso fino qualche anno fa si diceva senza parafrasi che il diploma presso “certi” istituti lo si “comprava”. Questo deve far riflettere sulla qualità della scuola privata da queste parti. Ma la “pubblica” non vive un bel momento…..
In Basilicata si devono fare i conti con un pauroso calo di alunni e studenti con conseguente taglio di cattedre, una tragedia…..