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mercoledì, 25 luglio 2007

Giustizia?

Doveva essere una delle prime riforme del Governo Prodi. Ma ancora non è stato fatto nessun passo avanti per riformare il pianeta giustizia in Italia. Si dice spesso che la civiltà di una nazione si misura con il modo in cui si amministra la Giustizia. A giudicare dello stato in cui versa il mondo giudiziario non ci dobbiamo ne scandalizzare ne meravigliare se l’Italia non viene iscritto al club dei Paesi civili. Da noi un procedimento dura quasi il triplo che in Germania o Inghilterra. L’Italia è costantemente sanzionata dall’UE per i tempi lumaca di alcuni processi.

E’ molto difficile trovare le cause o i rimedi a questo, che è un vero e proprio male della società..

Non si può fare a meno di constatare che la crisi della Giustizia , di cui si parla da molti lustri, si può risolvere con un impegno serio, onesto, bipartisan, dei nostri parlamentari, a cui va affiancato un supporto tecnologico e l’impiego intensivo dell’informatica.

Non sono tollerabili, in un paese che vorrebbe essere definito “civile” gli attuali tempi della Giustizia penale e soprattutto civile. Il cittadino non si sente per nulla tutelato, anzi, spesso si sente “minacciato”. Una giustizia che si rispetti deve essere “giusta” e, soprattutto, deve avere la “certezza della pena”. Fermi restando le garanzie che la nostra Costituzione prevede, non è tollerabile continuare ad assistere ad atti camuffati da clemenza, mi riferisco agli indulti, ai condoni, che fanno molti più danni di quanti ne vorrebbero limitare. Non è serio.

Tribunali sempre più imballati dove le Sezioni Civili, complice la crisi economica, che fa aumentare i contenziosi, non riescono a smaltire la gigantesca mole di procedimenti. Più drammatica la situazione delle Sezioni Penali con uno spaventoso aumento dei reati connessi alla presenza di molti immigrati clandestini (pare che in certi istituti di pena i detenuti stranieri sono il 70 % della popolazione carceraria).

Nel calderone ci si deve mettere la conflittualità fra Magistrati e fra Magistrati e politica. Un mix micidiale. Non se ne esce fuori. Bisogna assolutamente, una volta per tutte, stabilire i confini entro cui tenere la libertà di pensiero e opinione dei Magistrati. E’ necessario stabilire regole certe per un eventuale impegno in politica dei Magistrati. E’ altresì imprescindibile “umanizzare” il comportamento di certi giudici che continuano a ritenersi intoccabili, anche se sbagliano. Casi come quelli di Enzo Tortora non devono mai più accadere.

Continuare a demonizzare, per perseguire fini personali, i Magistrati è molto pericoloso e delegittima tutta la giustizia; isolare, strumentalmente, i giudici contribuisce a creare eroi come Livatino, Falcone e Borsellino. Ma di questi eroi noi vorremmo continuare ad averli nei palazzi di giustizia e non in Paradiso com’è accaduto…..


postato da: astronik alle ore 23:48 | link | commenti
categorie: giustizia, legalità, indulto, condono