Ormai è emergenza piena. Le cronache, sempre più, nere ci parlano di un’Italia sempre meno sicura. La gente ha terrore di uscire. In molti vivono letteralmente barricati in casa. In alcune città esiste un coprifuoco non decretato dalle autorità preposte ma imposto dall’impossibilità di muoversi liberamente dopo il calar del sole.
Gli episodi delinquenziali non si contano più, una sequela di delitti, sempre più efferati, il dilagare della droga (con le problematiche ad essa connesse) consegnano un’immagine di certe città che è molto vicina a quelle del far west di due secoli fa.
Le libertà individuali sono pesantemente limitate. Cominciano a sorgere comitati spontanei che organizzano ronde di vigilanza.
Ma come è stato possibile giungere a questo stato di cose? L’analisi non è per nulla facile e come niente ci si scopre razzisti. Già il razzismo. L’Italia multirazziale non è facile da realizzare. Soprattutto perché il problema è soprattutto questo. L’abnorme presenza di stranieri, per lo più irregolari. L’apertura delle frontiere, il mancato argine all’immigrazione clandestina hanno contribuito a creare i problemi di cui soffrono oggi le principali città.
Non è un caso che il 70 % della popolazione carceraria è costituita da stranieri.
Quando poi ci si mette la politica a complicare le cose la gente si incazza sempre di più. Il recente indulto ha svuotato le carceri di 26.000 condannati, ma gran parte dei ritornati in libertà vi ha fatto un rapido ritorno, ad oggi il 20 % dei rimessi in libertà è ritornato in carcere.
Che fare? Tanto per cominciare si rispettino le attuali leggi in materia di immigrazione, se c’è da migliorarle si provveda, ma, per lo meno si rispettino quelle esistenti. Si impedisca l’ingresso di clandestini e si mettano in campo seri programmi di sviluppo nei posti da dove questi disperati scappano.
Ovviamente non occorre generalizzare e fare l’equazione immigrato uguale delinquente. Ci sono migliaia di persone oneste che lavorano “normalmente” ed onestamente, gente che si è perfettamente integrata e che rispetta le leggi italiane.
Non è detto poi che la delinquenza sia solo attribuibile agli stranieri, anche gli italiani possono vantare ottime “organizzazioni”, mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita, banda della Magliana e compagnia cantando. Anzi, in molti casi queste “organizzazioni” sfruttano la manovalanza extracomunitaria per i loro affari illeciti.
Ovviamente la classe politica si rivela incapace di arginare il fenomeno, ma la gente reclama giustizia e legalità E nel frattempo diventa razzista.
Per fortuna in Basilicata il fenomeno non ha assunto le proporzioni di città come Roma, Bologna, Milano, Torino, ma solo perché noi non siamo ritenuti abbastanza ricchi per “attrarre” il popolo dei disperati.