
Non c’è posto che ne sia rimasto immune. Muri di contenimento, saracinesche dei negozi, portoni, bacheche, cabine telefoniche,lampioni, ponti, porticati, pensiline del bus, treni, autobus, citofoni, segnaletica stradale ecc.
“Bomboletta selvaggia” non ha risparmiato quasi niente a Potenza. Il popolo dei “graffiti writing”, così viene classificato il fenomeno, è diventato protagonista di un costume noto anche con il nome di “grafitismo urbano”.
Nulla di nuovo sotto il sole. Da sempre sui muri di città e paesi sono sempre state ospitati messaggi di tutti i tipi. Il campionario si è però arricchito da nuove forme di comunicazione. Si è passati dal tradizionali “forza Milan”, “”W la Juve” , “amo Maria” o gli slogan riferiti alla politica, dal “Votantonio o Pasquale o Giuseppe”, o riferibili al campanilismo geografico che contrappone questa o quella città, a vere e proprie forma di arte ma anche a casi autentico teppismo quando non si scrive su un muro qualsiasi ma su un monumento, sulle proprietà privat, sui segnali stradali..
Il Comune di Potenza ha tentato di regolamentare la materia emanando un’apposita direttiva, la trovate qui , ma non ha sortito molti effetti se è vero, come è vero, che non si riesce a trovare uno spazio libero per consentire a questi giovani writers potentini di dare sfogo alla loro fervente fantasia