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venerdì, 30 marzo 2007

Rifiuti e inceneritori

 

 Il dato è drammaticamente reale:cancro e leucemie sono aumentati di pari passo con l’industrializzazione. Basta consultare i dati presenti in rete erogati da istituti statistici e da organizzazioni sanitarie. Volendo correlare i dati a particolari luoghi  geografici non si può fare a meno di rilevare che queste malattie hanno un incidenza superiore alla media nei pressi di impianti di trattamento di rifiuti tossici, di industrie chimiche e nei pressi di inceneritori o termovalorizzatori, soprattutto quelli di prima generazione.

Molti sono gli studi scientifici che si sono occupati di monitorare il fenomeno. E molte sono le convergenze sui risultati. Sia i lavoratori degli inceneritori che le popolazioni circostanti questi impianti sono colpiti in maniera significativa da tumori, e cardiopatie ischemiche, non rari nemmeno i difetti di ordine genetico. E’ sto accertato che  gli inceneritori contravvengono ai diritti umani basilari, come enunciato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, in particolare al Diritto alla Vita enunciato nella Convenzione per i Diritti Umani Europea, ma anche nella Convenzione di Stoccolma e nella Legge di Protezione Ambientale del 1990.

La ISDE Italia  (Associazione Medici per l’Ambiente) è fortemente impegnata nello scoraggiare lo smaltimento dei rifiuti attraverso la termovalorizzazione o l’incenerimento. Per Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come i bambini, donne in gravidanza, anziani; in problematiche così importanti e complesse  devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al “principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente. Secondo la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa di Forlì che ha portato dati e citazioni da riviste mediche accreditate a livello internazionale per sostenere la tesi dell'incidenza tra cancro ed inceneritore un recente studio (2004) portato a termine dall'Istituto Superiore di Sanità ha analizzato 46 studi scientifici portati avanti con rigore scientifico negli anni 1987-2003. È emerso in 2/3 degli studi che nelle zone attigue agli inceneritori aumentano gli effetti cancerogeni e vi è un significativo incremento di mortalità.

Ma perché vogliono con così tanta protervia imporre questo tipo di impianto per “eliminare” i rifiuti solidi urbani? C’è un vero e proprio business intorno ai rifiuti, è noto che le ecomafie e la malavita organizzata  da tempo hanno messo le mani sul settore. Da quando poi si è deciso, a livello legislativo di incentivare questo tipo di impianti, si è scatenata la corsa alla costruzione di termovalorizzatori.

Con questo termine si definisce un impianto che dall’incenerimento dei rifiuti dovrebbe produrre energia elettrica. In pratica è una truffa in quanto per produrre energia elettrica da vendere al gestore della rete elettrica si spende molto di più di quanto se ne produce, ma l’energia prodotta è “incentivata”….. Non a caso l’Unione Europea ha avviato una procedura di infrazione all’Italia per questi incentivi che il nostro governo elargisce a chi produce energia bruciando rifiuti organici che vengono, truffaldinamente, considerati “fonte rinnovabile”.

Alla luce di quanto sopra esposto bisogna considerare e giustificare le tante proteste di quei cittadini che si oppongono alla costruzione di questi impianti nei pressi delle rispettive comunità.

Ora mi direte: ma come bisogna smaltire le tonnellate di rifiuti che la moderna civiltà produce in maniera sempre crescente? La risposta l’hanno data in tanti ma si fa finta di nulla. Si deve privilegiare quanto più possibile la raccolta differenziata, separando accuratamente metalli, vetro , carta. Da qualche tempo, in alcuni comuni, si è cominciata la raccolta porta a porta e con questo sistema si riesce a differenziare fino al 75 % dei rifiuti. Solo operando in questo modo è pensabile valutare la necessità di “bruciare” la frazione residua dei rifiuti adottando le migliori tecnologie che tutelino al massimo la salute umana.

Ma come siamo messi in Basilicata? Male. Nel nord della regione è stato costruito uno dei più grandi impianti di incenerimento d’Italia, si chiama Fenice e doveva servire alle esigenze del polo industriale del gruppo FIAT. Invece brucia di tutto. E non si ha notizia della qualità dell’aria nei paraggi.

Altro impianto, un po’ scalcagnato per la verità, è il termovalorizzatore di Potenza. Anche per questo impianto era stato garantito un attento monitoraggio ma non è stato fatto nulla di tutto ciò. Sempre nel capoluogo di regione insiste un altro impianto altamente inquinante, non è un inceneritore, ma i suoi fumi sono molto più devastanti.

 E’ la fonderia che si è venuta a trovare in piena città, Di recente gli impianti che producono tondino per l’edilizia sono stati raddoppiati e raddoppiati  risultano i fumi ricchi delle micidiali polveri sottili contenenti metalli. E proprio in questi giorni è venuta alla ribalta la vicenda della Cementeria di Matera. Ci hanno fatto capire che si trattava di un “normale” impianto industriale che dava lavoro a tanta gente. Si sono dimenticati di dire che “dentro” la cementeria opera da qualche tempo una centrale termica da 50 MegaWatt che inquina l’area circostante, area protetta, in maniera scandalosa!

 

 


postato da: astronik alle ore 22:28 | link | commenti (2)
categorie: ambiente