Quanta gente si cura di assicurare l’approvvigionamento idrico ai lucani!
Ben tre Enti sovrintendono alla gestione delle acque rivenienti dalle sorgenti o accumulate negli invasi.
L’AATO si occupa del servizio idrico integrato (in parole povere le attività legate alla gestione, depurazione e alla manutenzione delle fogne). La sua missione si può riassumere in queste poche righe prese dal sito internet dell’Ente “L’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, programmato con il Piano d'Ambito dall'Autorità, consiste nel perseguire l'obiettivo di miglioramento del livello di qualità del servizio reso all'utenza, su scala regionale, in base ai principi di solidarietà, sostenibilità, affidabilità, economicità, efficacia, efficienza organizzativa, perequazione, nell'accezione più globale dell'obiettivo di qualità - … che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, assicurando la tutela del consumatore ” Sono soci oltre alla Regione e alle Province i 131 Comuni lucani. Gli organi statutari sono l’assemblea e da un Consiglio Esecutivo composto dal Presidente e 4 membri. Il Presidente dell’AATO di Basilicata è Angelo Nardozza. Non è dato a sapere quali sono i compensi degli amministratori e i gettoni di presenza.
Chi gestisce tecnicamente l’acqua lucana è Acquedotto Lucano che ha soppiantato l’Acquedotto Pugliese nella gestione del servizio idrico nella maggior parte dei comuni lucani.
“La missione di Acquedotto Lucano è quella di migliorare costantemente l'efficienza del servizio: puntando sull'innovazione tecnologica degli impianti e sulla diffusione della cultura del "valore acqua"; interagendo con i comportamenti individuali e collettivi, trasmettendo un insieme di messaggi e di informazioni che affermino i valori positivi della gestione del servizio idrico integrato”. Presidente di AL è l’ex assessore regionale Egidio Mitidieri. Grandi polemiche sul modo di gestire il personale con nessuna trasparenza sulle assunzioni e sulle convenzioni.
Ma non bastano due Enti, ne occorre un terzo. Acqua spa che “effettua la gestione delle dighe e dei grandi adduttori e la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, inoltre, effettua lo studio, la ricerca e la progettazione per l’ottimizzazione degli impianti e la realizzazione di nuove opere e le analisi, i piani e i programmi territoriali e/o di sistema, il monitoraggio dello stato quali-quantitativo e il bilancio della risorsa idrica, la predisposizione dei piani di emergenza, la riscossione della tariffa dell’acqua all’ingrosso e tutte le altre attività che la Regione vorrà affidare alla sua società in house, mediante appositi atti” Presidente di questo ente è l’ex presidente del Consiglio Comunale di Potenza Antonio Triani che sostituisce Antonio Potenza, segretario UDEUR regionale chiamato a reggere l’Assessorato alla Sanità alla Regione. Una staffetta, quel posto è di “proprietà” dei signori del partito del campanile.
Un esercito vero e proprio. Di cui però non si conosce l’esatto numero degli ufficiali e la consistenza della truppa. Non sono chiari i modi con cui si reclutano sia la truppa che gli ufficiali. Un esercito che ha bisogno anche dei mercenari della “legione straniera”, i convenzionati. Anch’essi arruolati senza la trasparenza che ci si aspetta da un Ente pubblico.
Se qualcuno, per mera curiosità, vorrebbe conoscere l’ammontare degli stipendi di tutte queste persone che si occupano di dissetare i lucani ed i loro campi, senza disdegnare di mandare il surplus ai nostri vicini pugliesi, non potrà soddisfare la sua curiosità. Segreto militare.
Uno pensa, se hanno creato tutto questo ambaradan un beneficio per i lucani pur ci sarà? Non è dato a sapersi anche perché il costo del servizio è fra i più cari d’Italia.
Curiosando nell’indagine esperita da Cittadinanzaattiva sui costi del servizio idrico integrato in Italia ci si accorge che i lucani pagano oltre la media nazionale il servizio, a fronte di un costo medio italiano (riferito al 2006) di 215 € i lucani ne pagano 219 €. Il costo della quota fissa è fra i più alti con 21 €.
La cosa curiosa è che molti lucani non sono contenti del servizio. Ci sono ancora molti comuni con l’acqua razionata, le reti sono un colabrodo, più di un Comune riceve uno sconto per avere messo a disposizione le sorgenti e tanti Comuni chiedono di uscire da questo sistema.
Ovviamente tutti e tre questi Enti fanno parte della lottizzazione partitica e sono nel mirino di quanti si battono per l’eliminazione di Enti inutili (e non si può dire che tre Enti per gestire l’acqua non sono pochi…).
Il bizzarro, climaticamente parlando, inverno appena concluso si è rivelato una sciagura per quanto concerne l’accumulo di riserve idriche. Soprattutto nel nord Italia si è in piena emergenza nonostante l’estate sia ancora lontana. Gli scenari che si preconfigurano sono apocalittici. Agricoltura, zootecnia i settori più a rischio. Si parla di problemi anche per la produzione di energia elettrica in quanto non ci sarebbe sufficiente acqua per raffreddare le turbine……
La protezione civile è già al lavoro per fronteggiare quella che già si preannuncia una estate infuocata.
Ma come siamo messi in Basilicata? Ci sono anche da noi timori per la disponibilità del prezioso liquido?. Nonostante un inverno mite, senza nevicate e con scarse precipitazioni, gli invasi lucani si sono riempiti grazie alle precipitazioni di marzo. Siamo la regione con il più alto numero di invasi artificiali, gli accumuli servono a soddisfare la sete delle persone e dei campi lucani e pugliesi. Non ci dovrebbe essere preoccupazione di sorta.
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INVASO |
Milioni di MC |
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MONTE COTUGNO |
342 |
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PERTUSILLO |
120 |
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S. GIULIANO |
83 |
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CONCA |
38 |
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BASENTELLO |
24 |
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CAMASTRA |
22 |
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GANNANO |
2,2 |
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SAETTA |
1,7 |
Lo specchietto sopra riportato ci consegna una situazione abbastanza tranquillizzante.
Sull’acqua lucana, poi, vigilano molte persone. Sono ben tre gli Enti che si occupano della gestione delle acque e delle strutture ad essa connesse (dighe, condotte, depuratori ecc.).
Abbiamo l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO) presidente Angelo Nardozza, in pratica un consorzio fra tutti i Comuni e le due Province. In estrema sintesi il compito dell’Ente riguarda “l’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, programmato con il Piano d'Ambito dall'Autorità, consiste nel perseguire l'obiettivo di miglioramento del livello di qualità del servizio reso all'utenza, su scala regionale, in base ai principi di solidarietà, sostenibilità, affidabilità, economicità, efficacia, efficienza organizzativa, perequazione, nell'accezione più globale dell'obiettivo di qualità.”
Ovvio che in una regione così ricca d’acqua (ma con pochi abitanti…) un solo Ente non basta.
Abbiamo anche Acqua spa con sede a Matera ma con a capo un potentino di nome e di fatto, Antonio Potenza ex parlamentare UDEUR e segretario regionale dell’UDEUR. Di cosa si occupa, leggiamolo consultando l’artico 3 dello statuto:
a) la gestione unitaria della captazione delle acque sia superficiali che sotterranee, del loro accumulo, trasporto ed adduzione, anche con il loro trasferimento tra schemi idrici complessi ed interconnessi e tra bacini idrografici diversi, nonché del loro trattamento per l’approvvigionamento primario degli usi civili, irrigui ed industriali, e della loro utilizzazione a fini energetici;
b) la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere trasferiti alla Regione Basilicata ai sensi dell’art. 6 della legge 2 maggio 1976 n. 183, nonché quelle realizzate con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, preposti all’approvvigionamento primario ad uso plurimo delle acque e ricadenti nel territorio regionale;
c) gli studi, le analisi e le altre attività dirette a supportare l’organizzazione ed il funzionamento del servizio idrico per le finalità di cui all’art. 1 della legge della Regione Basilicata 3 giugno 2002 n. 21, ivi comprese la redazione di piani, programmi e studi territoriali e/o di sistema, la valutazione tecnico-economica e la messa a punto di iniziative di finanza di progetto e similari per la realizzazione di programmi di intervento e/o di singoli investimenti;
d) il monitoraggio dello stato quantitativo e qualitativo della risorsa idrica, anche ai fini della determinazione continua del bilancio idrico e della salvaguardia della sicurezza dei cittadini in condizioni di crisi e successiva emergenza idrica;
e) la riscossione della tariffa per il servizio di approvvigionamento primario dell’acqua all’ingrosso presso i soggetti utilizzatori, così come stabilito nell’ambito degli accordi di programma di cui all’art. 1 co. 2 e 4 della legge della Regione Basilicata 3 giugno 2002 n. 21;
f) l’espletamento di ulteriori compiti, funzioni ed attività conferiti dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali, coerenti con le attività di cui alle lettere precedenti e con le finalità di cui all’art. 1 della legge Regione Basilicata del 3 giugno 2002, n. 21.
C’è poi l’Ente che si occupa della distribuzione dell’acqua, l’Acquedotto Lucano, che dal
Con questo po po di struttura, con le dighe colme, i lucani possono stare tranquilli, che poi da noi l’acqua costa un poco di più che in altre parti d’Italia è un particolare insignificante, d’altronde bisogna pur “mantenerli” quegli Enti che sovrintendono alla gestione dell’acqua. Senza denari non si cantano le messe. Che poi valga il detto “chi maneggia festeggia” è un altro capitolo…..