Dopo la tradizionale pausa estiva la politica tornerà a pieno regime ad occuparsi delle problematiche della nostra regione.
Mai come quest’anno le ferie hanno rappresentato un’ancora di salvataggio per i vertici della Regione Basilicata, ma non è bastato. A tenere vivo il fuoco delle polemiche due problematiche diventate un tormentone estivo: il commissariamento dei due Consorzi ASI e il mega deposito di gas in Valbasento.
Certo il quadro politico in Basilicata è in continua evoluzione ed a voler tenere come punto di riferimento le elezioni regionali del 2005 sono da registrare molti sconvolgimenti.
Il 18 aprile 2005 i lucani decisero di essere governati dal centro sinistra con una maggioranza schiacciante 21 consiglieri contro 9 del centro destra. Con la stragrande maggioranza di consiglieri, dieci, eletti nella lista Uniti nell’Ulivo, tre nell’UDEUR ed uno ciascuno eletti nelle liste di PDCI, PRC e Verdi.
Si cominciò a governare e contemporaneamente a litigare. Prospero De Franchi eletto nell’UDEUR passò quasi subito a Italia dei Valori. Altre trasmigrazioni sono seguite e hanno generato nuovi Gruppi Consiliari. Il folliniano Flovilla insieme all’ex autonomista Di Sanza (a dire il vero Di Sanza è un ex di parecchi partiti) hanno costituito il Gruppo dell Italia di Mezzo.
C’è stata poi la crisi di inizio estate che ha lacerato ulteriormente i rapporti nel centro sinistra ed il De Filippo bis ha favorito nuove scissioni, il diessino Rocco Vita insieme all’ ex Assessore Salvatore dello SDI ha costituito il Gruppo dell’Unione. Il PRC è uscito dalla maggioranza ma fra partito e consigliera Simonetti non c’è identità di vedute.
A complicare di più le cose ci si è messo il “cantiere” per la costituzione del Partito Democratico che in attesa della formalizzazione del nuovo soggetto politico provoca sussulti a non finire. Tanto per cominciare è stato “licenziato” l’Assessore Rondinone, diessino contrario al PD e passato al nascente partito della Sinistra Democratica.
Chi glie lo spiega ai cittadini che una piccola regione con tanti problemi deve sopportare un costo della politica non indifferente? Mal si concilia la presenza di un numero impressionante di Gruppi Consiliari (tredici se ne contano sul sito ufficiale della Regione) con tre Gruppi composti da un solo consigliere. Tutti i gruppi dotati di sede, segreteria e tutti gli accessori per funzionare.
Chissà con quali intenzioni si ripresenteranno in Viale della regione Basilicata (nuova denominazione di via Anzio) partiti e consiglieri regionali.
Le ultime riunioni del Consiglio Regionale sono state cariche di tensioni con pezzi di maggioranza che si comportavano da opposizione, in particolare il leader dei Verdi, Mollica, non ha ingoiato il boccone amaro della defenestrazione da Assessore e si è scatenato in una serie di interrogazioni alla Giunta e al Presidente su svariati argomenti. Certo il suo atteggiamento fa pensare perché le stesse questioni attenevano egli stesso, poche settimane prima, quando ricopriva il ruolo di Assessore…. Ma la politica è anche questo. Personalismo oltre ogni decenza.
Bisognerà aspettare quindi la prima occasione pubblica per vedere qual è la maggioranza che oggi governa la Basilicata. Bisognerà verificare se Italia di Mezzo (i cui due componenti il gruppo sono stati eletti nello schieramento di centro destra) entrerà a pieno titolo nella maggioranza (e bisognerà vedere cosa otterrà in cambio). Bisogna verificare se Rifondazione Comunista resterà ancora all’opposizione e bisognerà verificare se la consigliera Simonetti rappresenterà ancora Rifondazione Comunista. I Verdi, o per meglio dire l’unico consigliere del partito che si definisce ecologista, continueranno a stare in maggioranza e continueranno a fare, contemporaneamente, ostruzionismo.
Tutto questo mentre i problemi che affliggono i lucani non diminuiscono. Tutt’altro.
Tante sono le emergenze che appare arduo tentare di fare una classifica.
Siamo sempre di meno, l’emorragia dell’emigrazione non si ferma e il triste fenomeno provoca a cascata tanti altri problemi. I paesi che si spopolano restano senza servizi vitali, le scuole perdono alunni e cattedre. Per chi resta vivere diventa difficile.
Siamo sempre più poveri. Lo dicono tutte le classifiche stilate dai vari istituti di statistica.
Ci sono sempre troppi disoccupati, chi non vuole emigrare deve fare i conti con una drammatica mancanza di lavoro. Le aree industriali sono diventate un deserto. Gli imprenditori che si erano insediati dopo aver ricevuto un mare di finanziamenti a fondo perduto e per la formazione preferiscono passare a far cassa altrove. Delocalizzazione è il fenomeno dilagante che interessa le aziende dell’Italia meridionale e della Basilicata in particolare. Il fiume di denaro pubblico riveniente dall’Unione Europea non ha prodotto alcun risultato: non sono state create le infrastrutture e non si sono creati posti di lavoro. Sono in molti a chiedere di indagare circa la reale destinazione di questi fondi.
Non è un caso che gli accadimenti giudiziari che vanno sotto il nome di Toghe Lucane riguardano le indagini per verificare la reale esistenza di un comitato d’affari che ha gestito, complici pezzi della magistratura, proprio gli ingenti contributi comunitari.
Resta in piedi la polemica sulle scelte energetiche che vedono la Basilicata territorio privilegiato per “insediamenti produttivi” di fonti energetiche che spesso fanno a pugni con l’ambiente o che vengono calate sul territorio senza curarsi minimante di interpellare le popolazioni.
Pur se molti lucani sono ormai dichiaratamente refrattari alla politica c’è attesa per la ripresa delle attività istituzionali.
Qualcuno da tempo va dicendo che l’Italia non è un paese serio perché è assurdo che a parlare di politica, a fare proposte, denunce siano spesso i comici.
In effetti uno dei comici più brillanti che abbiamo, il genovese Beppe Grillo, da anni si è “nominato” severo censore della classe politica italiana.
Non a caso il suo blog raccoglie migliaia di visitatori ogni giorno e i suoi spettacoli sono seguitissimi.
Beppe Grillo è stato uno dei primi casi di “epurazione” messa in atto dalla TV di Stato, per anni il Beppe nazionale non è praticamente comparso in video per decisione dei vertici della RAI. Poi, con l’avvento di internet, egli si è creato uno spazio sul web sono sorti numerosi fans club, i meetup, diffusisi come funghi in ogni angolo della penisola per propagandare il suo “verbo”.
Micidiali, mediaticamente parlando, le sue campagne contro i “i nostri dipendenti”, così chiama i parlamentari e gli amministratori pubblici.
Beppe grillo da qualche settimana ha lanciato la campagna di adesione al “V-day” (vaffanculo day, giorno del vaffanculo), in pratica l’8 settembre ci si riunirà nelle piazze per richiamare l’attenzione sul fatto che dall’’8 settembre 1943 in Italia non è cambiato nulla.
Ci sono mille motivi per aderire, mi limito ad elencarne alcuni che giustificano la mia adesione.
Sono stufo di sentir parlare dei “costi della politica” perché non si tratta di costi ma di sprechi, per non dire altro…………
Sono stufo di aspettare che “il palazzo” smetta di campare di privilegi. Sono immorali gli stipendi dei “nostri dipendenti” messi a confronto con le pensioni da fame di tanta gente o degli stipendi ridicoli dei milioni di precari. Non tollero aver appreso che Camera, Senato e Presidenza della Repubblica hanno incrementato in maniera scandalosa il parco immobiliare senza alcun controllo. Vorrei aggredire selvaggiamente tutti coloro che hanno votato leggi che hanno portato scandalosi vantaggi a pochi ben individuati personaggi, a coloro che si sono costruiti pensioni d’oro, che regalano a piene mani soldi ad una miriadi di partiti nonostante il finanziamento pubblico dei partiti non esiste più.
Sono disgustato nel veder sperperato il denaro che mi prendono dalla busta paga per pagare nullafacenti messi a vegetare in un mare di Enti creati apposta per parcheggiare politici trombati, amici degli amici, parenti e malavitosi amici.
Sono incazzatissimo di fronte a vicende che hanno devastato l’economia della nazione e consentito che i soliti furbi abbiano potuto tranquillamente mettere in ginocchio milioni di risparmiatori, migliaia di lavoratori e aver creato un’immagine dell’Italia “patria dei truffatori”. Truffatori e malfattori che restano spesso impuniti.
Per questi e tanti alti motivi che l’8 settembre prossimo, insieme a milioni di italiani, griderò il mio “vaffanculo” all’indirizzo di tutti coloro, nostri “dipendenti”, che con questo modo di far politica ci sguazzano!
L’adesione al V-Day non pregiudica (forse qualcuno mi taccerà di populismo) l’adesione a quel movimento che i blogger lucani stanno creando per cercare di cambiare la politica.
Per chi vuol partecipare alle discussioni vada a curiosare qui o qui.
Il bizzarro, climaticamente parlando, inverno appena concluso si è rivelato una sciagura per quanto concerne l’accumulo di riserve idriche. Soprattutto nel nord Italia si è in piena emergenza nonostante l’estate sia ancora lontana. Gli scenari che si preconfigurano sono apocalittici. Agricoltura, zootecnia i settori più a rischio. Si parla di problemi anche per la produzione di energia elettrica in quanto non ci sarebbe sufficiente acqua per raffreddare le turbine……
La protezione civile è già al lavoro per fronteggiare quella che già si preannuncia una estate infuocata.
Ma come siamo messi in Basilicata? Ci sono anche da noi timori per la disponibilità del prezioso liquido?. Nonostante un inverno mite, senza nevicate e con scarse precipitazioni, gli invasi lucani si sono riempiti grazie alle precipitazioni di marzo. Siamo la regione con il più alto numero di invasi artificiali, gli accumuli servono a soddisfare la sete delle persone e dei campi lucani e pugliesi. Non ci dovrebbe essere preoccupazione di sorta.
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INVASO |
Milioni di MC |
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MONTE COTUGNO |
342 |
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PERTUSILLO |
120 |
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S. GIULIANO |
83 |
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CONCA |
38 |
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BASENTELLO |
24 |
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CAMASTRA |
22 |
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GANNANO |
2,2 |
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SAETTA |
1,7 |
Lo specchietto sopra riportato ci consegna una situazione abbastanza tranquillizzante.
Sull’acqua lucana, poi, vigilano molte persone. Sono ben tre gli Enti che si occupano della gestione delle acque e delle strutture ad essa connesse (dighe, condotte, depuratori ecc.).
Abbiamo l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (AATO) presidente Angelo Nardozza, in pratica un consorzio fra tutti i Comuni e le due Province. In estrema sintesi il compito dell’Ente riguarda “l’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, programmato con il Piano d'Ambito dall'Autorità, consiste nel perseguire l'obiettivo di miglioramento del livello di qualità del servizio reso all'utenza, su scala regionale, in base ai principi di solidarietà, sostenibilità, affidabilità, economicità, efficacia, efficienza organizzativa, perequazione, nell'accezione più globale dell'obiettivo di qualità.”
Ovvio che in una regione così ricca d’acqua (ma con pochi abitanti…) un solo Ente non basta.
Abbiamo anche Acqua spa con sede a Matera ma con a capo un potentino di nome e di fatto, Antonio Potenza ex parlamentare UDEUR e segretario regionale dell’UDEUR. Di cosa si occupa, leggiamolo consultando l’artico 3 dello statuto:
a) la gestione unitaria della captazione delle acque sia superficiali che sotterranee, del loro accumulo, trasporto ed adduzione, anche con il loro trasferimento tra schemi idrici complessi ed interconnessi e tra bacini idrografici diversi, nonché del loro trattamento per l’approvvigionamento primario degli usi civili, irrigui ed industriali, e della loro utilizzazione a fini energetici;
b) la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere trasferiti alla Regione Basilicata ai sensi dell’art. 6 della legge 2 maggio 1976 n. 183, nonché quelle realizzate con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, preposti all’approvvigionamento primario ad uso plurimo delle acque e ricadenti nel territorio regionale;
c) gli studi, le analisi e le altre attività dirette a supportare l’organizzazione ed il funzionamento del servizio idrico per le finalità di cui all’art. 1 della legge della Regione Basilicata 3 giugno 2002 n. 21, ivi comprese la redazione di piani, programmi e studi territoriali e/o di sistema, la valutazione tecnico-economica e la messa a punto di iniziative di finanza di progetto e similari per la realizzazione di programmi di intervento e/o di singoli investimenti;
d) il monitoraggio dello stato quantitativo e qualitativo della risorsa idrica, anche ai fini della determinazione continua del bilancio idrico e della salvaguardia della sicurezza dei cittadini in condizioni di crisi e successiva emergenza idrica;
e) la riscossione della tariffa per il servizio di approvvigionamento primario dell’acqua all’ingrosso presso i soggetti utilizzatori, così come stabilito nell’ambito degli accordi di programma di cui all’art. 1 co. 2 e 4 della legge della Regione Basilicata 3 giugno 2002 n. 21;
f) l’espletamento di ulteriori compiti, funzioni ed attività conferiti dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali, coerenti con le attività di cui alle lettere precedenti e con le finalità di cui all’art. 1 della legge Regione Basilicata del 3 giugno 2002, n. 21.
C’è poi l’Ente che si occupa della distribuzione dell’acqua, l’Acquedotto Lucano, che dal
Con questo po po di struttura, con le dighe colme, i lucani possono stare tranquilli, che poi da noi l’acqua costa un poco di più che in altre parti d’Italia è un particolare insignificante, d’altronde bisogna pur “mantenerli” quegli Enti che sovrintendono alla gestione dell’acqua. Senza denari non si cantano le messe. Che poi valga il detto “chi maneggia festeggia” è un altro capitolo…..