Due parole sulla sporca guerra che ancora si combatte in Iraq. Anche se i riflettori si sono spenti, i media hanno tolto dalle prime pagine le notizie dal fronte. Ma da quelle parti si continua a morire come prima o forse più di prima. Una guerra che non si doveva fare. Voluta da Bush e che non ha sortito gli effetti “desiderati”.
Oggi c’è stata un’altra pagina buia per la Giustizia italiana. Al processo per far luce sulla morte di Calipari il povero Nicola è stato di nuovo ucciso. Come dice la vedova “in nome del popolo italiano”.
Il marine USA che ha sparato sull’auto che portava la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, appena liberata, verso l’aeroporto non è giudicabile in Italia, è stato pronunciato un “non luogo a procedere”. Un pronunciamento che puzza di inciucio con gli Stati Uniti…. Nessuno mi toglie dalla testa che ci sono state forti pressioni da parte degli americani per non far processare il soldato dal grilletto facile e visto il pronunciamento della nostra magistratura (notate la emme minuscola!) c’è la conferma che qualcuno è intervenuto per sistemare le cose.
Fa bene la vedova Calipari se restituisce al Presidente della Repubblica la medaglia d’oro al valore consegnatele qualche tempo fa.
Uno Stato civile deve saper difendere i propri servitori. L’Italia ormai non può più definirsi un paese civile…..

350 mila sacchetti di mele, per un totale di oltre 4 milioni di frutti, forniti dal VOG, il Consorzio della Mela Marlene (associata ad UNAPROA) invaderanno pacificamente le piazze con i loro colori. Saranno distribuite tre varietà di mele con il marchio bianco e blu Marlene, tutte certificate "Mela Alto Adige IGP": Stark Delicious Marlene®, Golden Delicious Marlene®, Granny Smith Marlene®. Una festa di sapori e colori a cui, con un piccolo contributo di 7 euro, non si potrà resistere e lasciarsi tentare sarà l'occasione per poter sostenere la lotta alla sclerosi multipla."
Quanta gente si cura di assicurare l’approvvigionamento idrico ai lucani!
Ben tre Enti sovrintendono alla gestione delle acque rivenienti dalle sorgenti o accumulate negli invasi.
L’AATO si occupa del servizio idrico integrato (in parole povere le attività legate alla gestione, depurazione e alla manutenzione delle fogne). La sua missione si può riassumere in queste poche righe prese dal sito internet dell’Ente “L’organizzazione del Servizio Idrico Integrato, programmato con il Piano d'Ambito dall'Autorità, consiste nel perseguire l'obiettivo di miglioramento del livello di qualità del servizio reso all'utenza, su scala regionale, in base ai principi di solidarietà, sostenibilità, affidabilità, economicità, efficacia, efficienza organizzativa, perequazione, nell'accezione più globale dell'obiettivo di qualità - … che definisce gli obiettivi e controlla la realizzazione del piano, assicurando la tutela del consumatore ” Sono soci oltre alla Regione e alle Province i 131 Comuni lucani. Gli organi statutari sono l’assemblea e da un Consiglio Esecutivo composto dal Presidente e 4 membri. Il Presidente dell’AATO di Basilicata è Angelo Nardozza. Non è dato a sapere quali sono i compensi degli amministratori e i gettoni di presenza.
Chi gestisce tecnicamente l’acqua lucana è Acquedotto Lucano che ha soppiantato l’Acquedotto Pugliese nella gestione del servizio idrico nella maggior parte dei comuni lucani.
“La missione di Acquedotto Lucano è quella di migliorare costantemente l'efficienza del servizio: puntando sull'innovazione tecnologica degli impianti e sulla diffusione della cultura del "valore acqua"; interagendo con i comportamenti individuali e collettivi, trasmettendo un insieme di messaggi e di informazioni che affermino i valori positivi della gestione del servizio idrico integrato”. Presidente di AL è l’ex assessore regionale Egidio Mitidieri. Grandi polemiche sul modo di gestire il personale con nessuna trasparenza sulle assunzioni e sulle convenzioni.
Ma non bastano due Enti, ne occorre un terzo. Acqua spa che “effettua la gestione delle dighe e dei grandi adduttori e la loro manutenzione ordinaria e straordinaria, inoltre, effettua lo studio, la ricerca e la progettazione per l’ottimizzazione degli impianti e la realizzazione di nuove opere e le analisi, i piani e i programmi territoriali e/o di sistema, il monitoraggio dello stato quali-quantitativo e il bilancio della risorsa idrica, la predisposizione dei piani di emergenza, la riscossione della tariffa dell’acqua all’ingrosso e tutte le altre attività che la Regione vorrà affidare alla sua società in house, mediante appositi atti” Presidente di questo ente è l’ex presidente del Consiglio Comunale di Potenza Antonio Triani che sostituisce Antonio Potenza, segretario UDEUR regionale chiamato a reggere l’Assessorato alla Sanità alla Regione. Una staffetta, quel posto è di “proprietà” dei signori del partito del campanile.
Un esercito vero e proprio. Di cui però non si conosce l’esatto numero degli ufficiali e la consistenza della truppa. Non sono chiari i modi con cui si reclutano sia la truppa che gli ufficiali. Un esercito che ha bisogno anche dei mercenari della “legione straniera”, i convenzionati. Anch’essi arruolati senza la trasparenza che ci si aspetta da un Ente pubblico.
Se qualcuno, per mera curiosità, vorrebbe conoscere l’ammontare degli stipendi di tutte queste persone che si occupano di dissetare i lucani ed i loro campi, senza disdegnare di mandare il surplus ai nostri vicini pugliesi, non potrà soddisfare la sua curiosità. Segreto militare.
Uno pensa, se hanno creato tutto questo ambaradan un beneficio per i lucani pur ci sarà? Non è dato a sapersi anche perché il costo del servizio è fra i più cari d’Italia.
Curiosando nell’indagine esperita da Cittadinanzaattiva sui costi del servizio idrico integrato in Italia ci si accorge che i lucani pagano oltre la media nazionale il servizio, a fronte di un costo medio italiano (riferito al 2006) di 215 € i lucani ne pagano 219 €. Il costo della quota fissa è fra i più alti con 21 €.
La cosa curiosa è che molti lucani non sono contenti del servizio. Ci sono ancora molti comuni con l’acqua razionata, le reti sono un colabrodo, più di un Comune riceve uno sconto per avere messo a disposizione le sorgenti e tanti Comuni chiedono di uscire da questo sistema.
Ovviamente tutti e tre questi Enti fanno parte della lottizzazione partitica e sono nel mirino di quanti si battono per l’eliminazione di Enti inutili (e non si può dire che tre Enti per gestire l’acqua non sono pochi…).