Il problema della sicurezza nelle città diventa sempre più grave. Stupri, aggressioni, furti, rapine spesso vanno sotto il nome di “microcriminalità”, un termine che non rende l’idea. Le forze dell’ordine non riescono a far fronte a questa autentica emergenza. La gente comincia ad organizzarsi autonomamente.
Ho ricevuto l’invito di un gruppo di ragazzi di Bologna per pubblicizzare una manifestazione in programma il 29 maggio prossimo. Riporto qui sotto il post uscito sul loro blog.
Oggi sul giornale odierno il presidente di Omnia Bononia, Giulia Sarchese, ha rilasciato un'intervista in cui esponeva tutte le proposte che il comitato ha intenzione di chiedere in
piazza Santo Stefano a Bologna il giorno 29 maggio alle ore 18,30
le proposte sono abbastanza semplici in modo che possano essere realizzate nel minor tempo possibile
L'ultimo comunicato stampa di OLA.
Meditiamo.
L’inutile protocollo di Kyoto ed i pericoli di inquinamento petrolifero
In Basilicata, su una superficie di 9.992 Kmq, oltre 3.330 Kmq sono stati concessi alle compagnie petrolifere dallo Stato italiano (il 34% della superficie regionale totale). Esse posseggono 9 permessi di ricerca (1,209,54 Kmq) e 21 concessioni (2120,89 Kmq) per l’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Nei prossimi anni si prevede di estrarre in Basilicata 160.000 barili di petrolio al giorno. La regione italiana pertanto potrebbe essere paragonata alle regioni dell’ex U.R.S.S. che circondano il Mar Caspio, quali l’Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Sono già stati costruiti centinaia di chilometri di oleodotti che attraversano aree ricche di boschi e campi coltivati, decine di pozzi petroliferi, centri olii, impianti di stoccaggio del petrolio e del gas. Vi sono due grandi campi petroliferi (TREND 1 e TREND 2) nella Val d’Agri e nella valle Camastra-Sauro controllati rispettivamente dall’ENI e dalla TOTAL. Nei prossimi anni è previsto l’incremento delle attività petrolifere: molte società si contendono il territorio quali Shell, Italmin petroli, Fina, Mobil, Enterprise,British Gas, Esso, Gas Plus,Jkx,Aleanna Resorces,Celtique petroleum,Consul Service,Mac Oil,Indipendent solutions, Edison Gas,Intergas Più, Petrorep,Gas Natural Vendita Italia,Vega Oil. Il petrolio non viene estratto nel deserto bensì in una regione prevalentemente montuosa, ricoperta da rigogliose foreste, ricca di sorgenti e dighe che producono acqua potabile per oltre 3 milioni di abitanti delle regioni confinanti (Puglia e Calabria), utilizzata per una fiorente agricoltura mediterranea che avviene nelle aree pianeggianti in prossimità della costa del Mar Ionio. Da oltre 10 anni le compagnie petrolifere ostacolano l’istituzione dei parchi naturali e promettono alle popolazioni le royalties per poter estrarre petrolio e gas anche all’interno dei parchi naturali esistenti, nei Siti di Importanza Comunitaria e nelle Zone di Protezione Speciale tutelati dall’Unione Europea.
Ormai è emergenza piena. Le cronache, sempre più, nere ci parlano di un’Italia sempre meno sicura. La gente ha terrore di uscire. In molti vivono letteralmente barricati in casa. In alcune città esiste un coprifuoco non decretato dalle autorità preposte ma imposto dall’impossibilità di muoversi liberamente dopo il calar del sole.
Gli episodi delinquenziali non si contano più, una sequela di delitti, sempre più efferati, il dilagare della droga (con le problematiche ad essa connesse) consegnano un’immagine di certe città che è molto vicina a quelle del far west di due secoli fa.
Le libertà individuali sono pesantemente limitate. Cominciano a sorgere comitati spontanei che organizzano ronde di vigilanza.
Ma come è stato possibile giungere a questo stato di cose? L’analisi non è per nulla facile e come niente ci si scopre razzisti. Già il razzismo. L’Italia multirazziale non è facile da realizzare. Soprattutto perché il problema è soprattutto questo. L’abnorme presenza di stranieri, per lo più irregolari. L’apertura delle frontiere, il mancato argine all’immigrazione clandestina hanno contribuito a creare i problemi di cui soffrono oggi le principali città.
Non è un caso che il 70 % della popolazione carceraria è costituita da stranieri.
Quando poi ci si mette la politica a complicare le cose la gente si incazza sempre di più. Il recente indulto ha svuotato le carceri di 26.000 condannati, ma gran parte dei ritornati in libertà vi ha fatto un rapido ritorno, ad oggi il 20 % dei rimessi in libertà è ritornato in carcere.
Che fare? Tanto per cominciare si rispettino le attuali leggi in materia di immigrazione, se c’è da migliorarle si provveda, ma, per lo meno si rispettino quelle esistenti. Si impedisca l’ingresso di clandestini e si mettano in campo seri programmi di sviluppo nei posti da dove questi disperati scappano.
Ovviamente non occorre generalizzare e fare l’equazione immigrato uguale delinquente. Ci sono migliaia di persone oneste che lavorano “normalmente” ed onestamente, gente che si è perfettamente integrata e che rispetta le leggi italiane.
Non è detto poi che la delinquenza sia solo attribuibile agli stranieri, anche gli italiani possono vantare ottime “organizzazioni”, mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita, banda della Magliana e compagnia cantando. Anzi, in molti casi queste “organizzazioni” sfruttano la manovalanza extracomunitaria per i loro affari illeciti.
Ovviamente la classe politica si rivela incapace di arginare il fenomeno, ma la gente reclama giustizia e legalità E nel frattempo diventa razzista.
Per fortuna in Basilicata il fenomeno non ha assunto le proporzioni di città come Roma, Bologna, Milano, Torino, ma solo perché noi non siamo ritenuti abbastanza ricchi per “attrarre” il popolo dei disperati.
Quest’anno noi potentini non ci possiamo lamentare per come sta andando la stagione sportiva. In più discipline è un anno da incorniciare. Nel calcio la squadra cittadina che milita in C2 approda ai play off, nel volley maschile
In un palaPergola stracolmo, mai vista tanta gente ad una gara di basket, con folta rappresentanza pugliese, ci siamo deliziati. E’ stato il trionfo dello sport con una tifoseria ospite correttissima (non è stato così in altre partite…..), che suggella una specie di gemellaggio con i supporters potentini.
Come dicevo è stato un anno ricco di soddisfazioni per gli appassionati del basket, un pubblico dal palato fine, tant’è che il palaPergola (è il nome del palazzetto dello sport intestato al giovanissimo cestista potentino scomparso a 18 anni in un incidente stradale) viene paragonato al teatro
Forse è l’anno buono per il salto di categoria. Speriamolo. L’anno prossimo ci sarebbe da deliziarsi in un campionato che sta solo un gradino sotto l’olimpo del basket che conta…….
La nomea di “rompiballe” me la sono guadagnata nel tempo. Ho sempre avuto la mania di denunciare pubblicamente le storture, le inefficienze, le inadeguatezze, l’incompetenza delle pubbliche amministrazioni o degli enti erogatori di servizi. Ritengo un dovere civico denunciare tutto ciò. Io lo faccio da sempre, mettendoci, come si usa dire, la faccia o per meglio dire nome e cognome. Non è da tutti. Spesso utilizzo la “lettera aperta”, invio la segnalazione ai destinatari e la faccio pervenire anche alla stampa. Molte volte le mie denunce, quando sono state riprese dai giornali, hanno trovato una soluzione. Tante volte mi sono occupato della inefficienza (è un termine che non rende bene l’idea) delle Poste. Da quando è iniziata la privatizzazione per molti cittadini è diventato un inferno. Folla agli sportelli, sportelli eliminati, soprattutto nei piccoli centri, località dove lo sportello funziona a giorni alterni, corrispondenza che viene recapitata con enormi ritardi o non viene per nulla recapitata. Queste cose succedono ovunque, senza distinzione geografica, nelle grandi metropoli, nelle città del nord e in quelle del sud, ma la situazione in Basilicata è ancora più pesante perché le Poste devono servire pochissimi utenti (oggi si chiamano clienti) disseminati su un territorio vastissimo ed accidentato sopportando costi che la dirigenza di Poste Italiane ritiene sproporzionati o non in linea con le aspettative di lauti ricavi. Ultimamente le proteste si fanno sempre più insistenti, da più parti arrivano segnalazioni di situazioni insopportabili ed a cui, ritengo, si debba porre un argine. Il servizio postale è, checché se ne dica, svolto ancora in esclusiva da Poste Italiane e deve essere svolto in maniera accettabile dappertutto.
Date un’occhiata a cosa scrivevo cinque anni fa. Non è cambiato nulla, anzi, la situazione è notevolmente peggiorata.
Poste Italiane Ufficio Relazioni con il Pubblico - POTENZA
Filippo Bubbico Presidente Regione Basilicata
Vito Santarsiero Presidente Provincia di Potenza
Ai Parlamentari Lucani
Ai Consiglieri Regionali
Agli organi di stampa
Federconsumatori
Lettera aperta
Già altre volte ho protestato per i disservizi che le Poste mi hanno arrecato, qualche volta ho ricevuto risposte di circostanza, ultimamente neanche un riscontro.
Torno a protestare per il pessimo servizio reso a noi lucani dalle Poste Italiane, insieme a me moltissimi altri corregionali si lamentano di uno stato di fatto che penalizza oltre ogni limite di decenza le nostre comunità.
Tutti i giorni i quotidiani lucani riportano notizie di ribellioni provenienti da questo o quel comune: ci si lamenta che vogliono chiudere gli sportelli, ci si lamenta per le interminabili code agli sportelli in locali esageratamente piccoli, del mancato recapito della corrispondenza.
Anche a Potenza, capoluogo di Regione, i disagi sono tanti e le code, specie in giorni d scadenza, sono lunghissime con tempi di attesa che superano le 2 ore (!!).
Cosa mi ha spinto ad elevare questa ennesima protesta? Presto detto.
Dovevo provvedere al pagamento di alcune utenze (acqua, rifiuti solidi) e ieri, lunedì 15, recatomi presso alcuni uffici postali cittadini ho dovuto rinunciare per le lunge file.
Oggi, non potendo abbandonare il posto di lavoro, ho incaricato una persona di fiducia affinché si recasse presso un qualsiasi sportello per pagare due bollettini di conto corrente. Anche il mio amico ha dovuto rinunciare in quanto presso gli uffici cittadini (via IV Novembre, via Pretoria, Stazione, Via Messina, Bucaletto) le code erano davvero esagerate. Ho pregato il mio amico di recarsi all’ufficio postale di Tito Scalo ma anche qui, nell’angusto locale, c’erano troppe persone in coda.
Ormai questo stato di fatto dura da troppo tempo e le tantissime lamentele non hanno sortito alcun effetto. Ci sono state anche interpellanze parlamentari, interventi di Sindaci e di autorità politiche locali: nulla ha smosso la dirigenza postale della Basilicata.
Ma la misura è colma e sarebbe ora che, ognuno per quanto di propria competenza, intervenga preso
I dirigenti nazionali delle nuove Poste si vantano di aver quasi risanato i bilanci, di aver attivato nuovi servizi, sopratutto di tipo privatistico, come il Bancoposta ed i servizi finanziari propri delle banche. In pratica le Poste “investono” sopratutto in servizi che danno un “ritorno” trascurando in maniera scandalosa i tradizionali servizi postali.
Ci sono però dei servizi (riscossione delle pensioni, pagamento delle utenze tramite ccp, corrispondenza) gestiti ancora in regime di rigoroso monopolio, che devono essere offerti in modo decente alla popolazione, destinando le necessarie risorse, sia in termini di strutture che di personale (se ben ricordo
Si deve coprire in modo capillare tutto il territorio, dalla grandi città al più sperduto paesino delle nostre montagne. E’ un diritto inalienabile che le Poste stanno tentando di abolire in maniera unilaterale ed arbitraria.
Politici ed Istituzioni devono contrastare in maniera forte e decisa questo scellerato progetto e restituire ai lucani quei diritti che in altre parti d’Italia nessuno si sogna di intaccare.
Potenza 16 luglio 2002
Mi sono tenuto consapevolmente fuori dal dibattito politico che invece impazza dappertutto, penso sia ora di parlarne. La nascita del Partito Democratico, è stata pure fissata la data del parto (sarà naturale o cesareo?), il 16 ottobre. Sono curioso di conoscere il parere di chi frequenta questo forum. Non essendo capace di fornire una base di discussione vi sottopongo il pensiero del pluricensurato Daniele Luttazi che il 1° maggio sul suo blog ha inserito il seguente post. Apriamo le danze…..
Sta nascendo il Partito Democratico. PD. Prodi-D’Alema. L’ostetrico Fassino, liquidando una volta per tutte l’eredità comunista, lo ha definito “un partito che deve stare in sintonia con la società”. Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista: una critica di cui c’è oggi ancora bisogno, alla luce della nuova proletarizzazione ( precariato ) decisa ferocemente dal blocco industriale-politico-mediatico che governa il nostro Paese. ( E il mondo. ) Col partito democratico, sparisce la critica. Resta la gestione dell’esistente. Grazie a tutti. Avete fatto quel che potevate.
Come se non bastasse, nel pantheon del PD, Fassino ha inserito Craxi! Ripudiando Berlinguer! Già tre anni fa, nel libro “Per passione”, Fassino aveva condannato il “passatismo” di Berlinguer per esaltare la “modernità” di Craxi. Lessi quelle pagine ancora calde di stampa ai 5000 spettatori del mio monologo al Palamazda di Milano, Festa Provinciale dell’Unità. Ammutolirono. Ricordai che Berlinguer, col suo passatismo, pose per primo il problema dell’etica pubblica e della questione morale; mentre la modernità di Craxi aveva portato a tangentopoli, al pizzo sui singoli appalti e all’ultimo frutto avvelenato, Berlusconi. Cinque minuti di applausi. Al termine, nel silenzio, qualcuno urlò:-Ecco perché non ti vogliono in tv!- E io:-Mi sa che hai ragione.
Ma c’è una logica nella follia. Chi scrive i discorsi di Fassino? Il suo amico Sebastiano Maffettone, filosofo socialista, già autore dei discorsi di Craxi. In pratica, quando i DS applaudono Fassino, da anni senza saperlo stanno applaudendo un discorso di Craxi. Berlusconi ha commentato:-Se questo che descrive Fassino è il Partito Democratico, quasi quasi mi iscrivo anch’io.- Perchè no, in effetti? La cosa divertente è che ne sarebbe capacissimo. Quella del partito democratico è una inevitabile stronzata. Inevitabile perché il blocco di potere industriale-politico-mediatico spinge in questa direzione ormai da anni dappertutto. Stronzata perché manda in soffitta la lotta contro le disuguaglianze che è da sempre la vera artefice del progresso, nonchè l’eredità più nobile di una storia politica liquidata con una fretta commendevole. Se non altro, si è fatta chiarezza. Da anni i DS si erano trasformati in un “partito di amministratori” ( definizione di Fassino ). E col placet dalemiano prima ai bombardamenti in Kosovo e poi alla guerra in Afghanistan era diventata prassi una realpolitik che di sinistra non aveva più nulla.
Chi sarà il capo del Partito Democratico? A questo punto potrà essere chiunque, incluso lo strangolatore di Boston.

Il 12 maggio è una data importante per
Per farvi capire di cosa si tratta ho fatto il classico copia & incolla dal sito ufficiale e dai blog degli organizzatori.
Da quanto ho potuto capire la “cosa” è grossa, sono andato a curiosare nei siti e nei blog che trattano questa, per me ostica, materia ma ho capito che gli amici bloggerr materani sono davvero in gamba ed il barcamp (così è denominata questa “cosa”), che stanno organizzando è un evento da seguire per chi di queste faccende se ne intende…..
Se non vi fidate (e fate bene!) di quello che ho reperito vi consiglio una visita a questi link:
http://barcampmatera.wordpress.com/
http://barcamp.org/BarCampMatera
Cos’è
barcamp e’ una sconferenza (o nonconferenza) ad-hoc, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. E’ un evento intenso con discussioni, demo e molta interazione tra i partecipanti. Chiunque abbia qualcosa da condividere o il desiderio di imparare e’ benvenuto e invitato a partecipare. Quando arrivi, sii preparato a condividere con i barcamper. Quanto te ne vai, sii preparato a condividere con il mondo. NIENTE SPETTATORI, SOLO PARTECIPANTI
Le regole
Tutti i partecipanti potrebbero mostrare una demo, preparare una presentazione/discussione, una sessione o aiutare in una. Potrebbero offrirsi come volontari e contribuire in qualche modo al supporto dell’evento.
Ad ogni modo NON SEI OBBLIGATO A PORTARE NULLA. QUELLO CHE CI INTERESSA E'
Perchè
L'intento è quello di presentare ai cittadini, alle aziende e alle associazioni le esperienze, le attività e i modelli di business che in altre parti d’Italia e del Mondo stanno facendo crescere un nuovi mercati e contemporaneamente stanno supportando i vecchi verso la ripresa economica. In questa prospettiva di sviluppo le aziende e le associazioni sono quelle che per prime vanno informate, istruite ed educate alle nuove tecnologie, ai nuovi media e ai nuovi modelli di business, affrontando i problemi più rilevanti per svilupparne le potenzialità. L’idea di un’incontro a Matera ha ulteriori finalità non meno importanti. La città di Matera con le sue grosse carenze dal punto di vista delle reti di comunicazione ferroviarie e autostradali è il luogo ideale per promuovere uno sviluppo in questo senso.
Dove
Il BarCampMatera si svolgerà all'interno dei locali di DataContact, nel Complesso del Casale in pieno centro storico, nei rioni Sassi. Un luogo magico adiacente al suggestivo complesso di chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtu'.
COME ARRIVARE
: DataContact si trova all'interno del "Sasso Barisano" ed è facilmente raggiungibile seguendo la strada principale che unisce i due rioni Sassi. Per arrivarci è necessario parcheggiare l'auto sul piano della città e scendere a piedi. Arrivare al complesso di chiese rupestri San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtu' e chiedere per DataContact o seguire le indicazioni per il BarCampMatera.
Cosa
Il filo conduttore dell'evento può essere:"Nuovi media e nuovi modelli di business come alternativa per lo sviluppo in zone disagiate".Si tratta solo di un' idea non vincolante. L'evento, ovviamente, è aperto in pieno stile barcamp.
Interventi proposti
...o che possono essere proposti…