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giovedì, 31 gennaio 2008

Fine della sperimentazione

Per un po' di tempo ho inserito i post su questo blog, ho tentato di impratichirmi sulla piattaforma SPLINDER, ma devo alzare bandiera bianca.... non ho il tempo e le basi informatiche per gestire al meglio queste pagine.

Continuo ad utiulizzare esclusivamente il blog sulla piattaforma de "il cannocchiale". Chi ha piacere di seguire le discussioni può collegarsi a questo link:

http://astronik.ilcannocchiale.it

 


postato da: astronik alle ore 06:06 | link | commenti (1)
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domenica, 13 gennaio 2008

Volare lucano

E’ strano come in Basilicata certi argomenti, come diceva Giambattista Vico (corsi e ricorsi) si ripresentano ciclicamente  alla ribalta della cronaca.
Ogni tanto si torna a parlare della ferrovia Ferrandina – Matera, sembra che i cantieri debbano ripartire da un momento all’altro ma i miliardi spesi o forse è meglio dire buttati fino ad oggi, rimangono un monumento allo spreco. Pure dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria si parla a spizzichi e bocconi ma l’arteria, compreso il tratto lucano, è ben lungi dall’essere ammodernata. Quando esce un aggiornamento dell’ISTAT ci accorgiamo che la Basilicata si sta spopolando, poi ce ne dimentichiamo salvo riprendere l’argomento quando se ne occupa un altro istituto di statistica, ma i lucani sono sempre di meno e nessuno fa nulla per frenare l’emorragia.
In questi giorni si è tornati a parlare di aeroporti. Una visita estemporanea del Sindaco di Potenza e del Presidente della Provincia allo scalo di Pontecagnano ha scatenato dichiarazioni e polemiche.
Dopo che il progetto dell’ex Sindaco potentino Fierro di costruirlo a Potenza  è miseramente naufragato per evidenti incongruenze tecniche nel progetto, la Basilicata ha cercato di regalarsi una pista per far decollare sogni ed aspettative di sviluppo.
Si era parlato di Grumento ma alla fine la pista Mattei di Pisticci pareva aver raccolto il maggior numero di adesioni e sponsor. Bisogna però adeguare la struttura a standard tecnici che consentono l’utilizzo ad aerei di piccolo cabotaggio ma in grado di soddisfare le esigenze di un territorio piccolo come la Basilicata. Esiste un progetto del Consorzio ASI (che c’entra poi questo Ente con l’aeroporto della Basilicata è un mistero…) quasi finanziato che prevede questo adeguamento.
Dopo la visita dei politici potentini all’aeroscalo salernitano si è aperta una vera guerra, che assume in qualche aspetto, una guerra di campanile. Da una parte chi (sindaco di Potenza, Presidente della Provincia, Camera di Commercio ed esponenti del PD) sostiene che bisogna investire (cosa? risorse finanziarie lucane?) sul nascente aeroporto di Pontecagnano per la vicinanza al capoluogo lucano ed alle industriali (che stanno diventando un deserto….) di Tito Scalo, Baragiano, Isca Pantanelle e chi si batte, in primis il sindaco di Pisticci, per l’adeguamento della Pista Mattei.
Più volte su queste pagine ho espresso il mio pensiero e provo a riassumerlo.
Per prima cosa bisogna ben valutare la convenienza economica della gestione di uno scalo con un bacino d’utenza così limitato (sia Pontecagnano che Pisticci).
Pisticci potrebbe essere  una buona soluzione per la Basilicata in quanto ubicato quasi in modo baricentrico, servirebbe all’agricoltura per far arrivare sui mercati del nord Italia e d’Europa le primizie dell’agricoltura del metapontino e potrebbero arrivare i voli charter dei turisti che frequentano i megavillaggi sulla costa jonica.
Ma anche questa querelle allontana i ragionamenti dai problemi ben più tragici di questa regione: mancanza di lavoro e conseguente spopolamento, con tutte le problematiche connesse a questi fenomeni.
 

postato da: astronik alle ore 00:19 | link | commenti (3)
categorie: aeroporti
giovedì, 03 gennaio 2008

Il costo della politica

E che vi credete? Oltre alla rubrica “Posto di blog” pubblicata su Controsenso mi diletto a scrivere anche su “Il laboratorio” un periodico diretto dall’ottimo Lello Colangelo, infaticabile animatore dell’ Associazione Amici Ypsilon che tratta problematiche della comunità aviglianese e non solo. Un autentico laboratorio culturale (qualcuno si chiederà che c’entro io con la cultura, no problem, me lo chiedo pure io…).

Qui di seguito l’articolo pubblicato sull’ultimo numero, dell’argomento ne abbiamo già parlato su queste pagine, ma ritengo che "la materia" sia sempre di viva attualità.

 

_____ °°°°°_____

Il costo della politica lucana

Il problema, anzi il bubbone, è all’ordine del giorno sull’agenda della politica da tempo immemorabile. Sia a livello centrale che nelle italiche periferie si manifesta l’esigenza di dare una robusta sforbiciata a spese inutili e improduttive. La prima cosa che viene in mente è quella di tagliare le prebende al folto esercito della “casta” rappresentata da politici e governati. Limitiamoci a fare un giro d’orizzonte a 360 gradi nel ginepraio di Enti ,Organismi , Istituti, Fondazioni che fiancheggiano i partiti nel governare e amministrare in Italia.

Qualche tempo fa qualcuno aveva fatto un censimento: 106 Accademie, 512 Associazioni, 222 Centri, 213 Istituti, 244 Società e Cooperative, 56 Fondazioni, 109 Compagnie, 73 Comitati…..

Si pensi che continuano ad esistere entità come la GIL (Gioventù Italiana del Littorio) fondata nel 1937 per occuparsi di “formare” i giovani fascisti o l’Opera Nazionale Combattenti. Ma questa è sola punta di un iceberg, quello che rimane sommerso inquieta ancora di più. Risulta difficile, per un groviglio leggi, ricorsi, cause pendenti, mettere fine ad un numero impressionante di Enti.

Con la nascita delle Regioni anche a livello periferico sono cominciati a proliferare Enti e similari che col tempo si sono guadagnati l’appellativo di “inutile”. In molti casi sono diventati il posto dove “piazzare” un candidato trombato o chi ha “già dato”, ex parlamentari ed ex sindaci per esempio occupano postazioni di prestigio in Enti sub regionali o di nomina politica.

Qual è la situazione in Basilicata? Tanto per cominciare bisogna sapere che il costo della burocrazia lucana, rapportato al numero di abitanti, è il più alto d’Italia. Vediamo da cosa deriva questo costo tenendo conto che il numero dei lucani residenti cala a ritmi di circa 5.000 all’anno.

Oltre al Consiglio Regionale che conta, oltre agli assessori, 30 eletti, 2 Amministrazioni Provinciali, operano sul territorio lucano ben 14 Comunità Montane, 5 ASL, un’Azienda Ospedaliera, il CROB, l’AATO, Acqua spa, Acquedotto Lucano, ALSIA, APT, ARBEA, ARDSU, ARPAB, ATER (una per provincia), Autorità di Bacino, CREL, CCIPL, 3 Consorzi di bonifica, Ente Irrigazione, ELBA, Ente Parco delle chiese rupestri, Ente Parco Gallipoli Cognato, Ente Parco del Pollino a “società” con la Calabria, Istituto Nitti, Istituto Zooprofilattico, Metapontum Agrobios, l’ufficio del Difensore Civico. A breve il presidente Napoletano firmerà l’atto costitutivo del Parco dell’Appennino lucano. Enti che hanno un Consiglio di Amministrazione, un Presidente, dei componenti da compensare. In qualche caso il compenso arriva a cifre davvero ragguardevoli. Alcuni presidenti percepiscono compensi sfacciatamente elevati. Qualche giornale ha tentato di capirci qualcosa di più su quanti soldi circolano ma di cifre non ne sono venute fuori. La “nostra casta” mantiene un riserbo impenetrabile. Sarebbe cosa buona e giusta appoggiare la proposta del Segretario dei Radicali Lucani Maurizio Bolognetti che ha proposto una “anagrafe pubblica delle attività degli eletti” in cui far convergere tutti i dati relativi alle entrate degli amministratori.

Diamo per scontato che la Regione è un ente “utile”, esaminiamo l’utilità degli altri enti.

Le Province qualche anno fa hanno rischiato di scomparire, poi hanno ricevuto deleghe importanti con il passaggio di molte strade statali nel patrimonio provinciale e la gestione dell’edilizia scolastica delle scuole superiori. Anche le due Province, come la Regione, ricorrono a molte consulenze esterne fonte di parecchie polemiche che, in qualche caso, non appaiono ingiustificate se si tiene conto, per esempio, che la sola Provincia di Potenza ha a libro paga oltre 800 dipendenti.

Sicuramente saranno le Comunità che pagheranno dazio. 14 organismi in una regione, seppur montana come la Basilicata, sono decisamente troppe ed il bisturi, con molta probabilità, opererà tagli significativi. Anche se, per la verità, da più parti se ne invoca la soppressione. Le competenze delle Comunità Montane possono benissimo essere trasferite ai Comuni e alle Province. Non è tollerabile che questi organismi hanno potuto gestire ingenti fondi dispersi in mille rivoli o in iniziative che con la “missione” delle Comunità Montane nulla hanno a che vedere. Caso emblematico la costruzione di un Palazzetto dello Sport da parte della Comunità Montana Alto Basento, opera che in vent’anni di lavori e l’impiego di ingenti fondi statali ancora non vede la fine. In molti casi la quasi totalità del bilancio è assorbito dalle spese per il personale e per le spese vive di mantenimento della sede. Intollerabile. E’ di questi giorni la notizia secondo cui nella Legge Finanziaria che sta terminando l’iter parlamentare è stato inserito un articolo che prevede una drastica riduzione degli enti montani. Da calcoli riferiti alla Basilicata, se passa così come è scritto l’articolo della Finanziaria, saranno 5 le Comunità Montane da sopprimere. Per intanto il Gruppo Consiliare della Regione di Italia dei Valori presenta una proposta di legge che prevede la soppressione di tutte le Comunità Montane lucane.

Ma è nel settore della Sanità che si deve cercare di razionalizzare e risparmiare il più possibile. Gran parte del bilancio regionale è assorbito dalla spese per far funzionare il corposo apparato sanitario costituito da 5 ASL, gli Ospedali, gli ambulatori dei distretti sanitari, le tante strutture convenzionate.

Nei programmi della giunta regionale in carica si era cominciato a ragionare per ridurre a due le ASL ma il “ragionamento” non si concretizza in atti concreti per le resistenze che vengono dalle periferie ed una manifesta contrarietà del responsabile della Sanità in seno alla Giunta regionale. A remare contro la riduzione delle ASL è proprio l’Assessore Antonio Potenza spalleggiato dal suo partito, l’UFEUR.

Non è giustificata nemmeno la presenza di tanti piccoli ospedali (Stigliano, Chiaromonte, Maratea per esempio). Meglio creare dei comprensori su cui concentrare gli investimenti per dare ai lucani prestazioni di qualità. Si dovrà combattere contro la resistenza di “poteri forti” dietro cui, non è un mistero, si celano, per esempio, i primari dei piccoli ospedali che perderebbero quella “onnipotenza” che oggi hanno all’interno delle strutture in cui “lavorano”.

Pure da razionalizzare sono gli enti che gravitano attorno al mondo agricolo, troppi e con competenze spesso inutili o duplicate.

Le polemiche più feroci, che hanno tenuto banco per tutta l’estate, sono state scatenate dalla decisione della Giunta Regionale di commissariale i due Consorzi per lo Sviluppo Industriale. La decisione era nell’aria da tempo ma i due presidenti, entrambi in quota DS, hanno ferocemente contestato la decisione della Giunta regionale. Una violenza verbale mai raggiunta e con tante prese di posizione che hanno disegnato due schieramenti netti dove tutta Forza Italia si è apertamente schierata contro il provvedimento mentre a favore della decisione dell’esecutivo ci sono stati consensi in ordine sparso. Appare evidente, per la virulenza della reazione dei presidenti Vasta e Minieri, che intorno ai Consorzi orbitano interessi giganteschi. Bisogna capire se questi interessi si conciliano con quelli del mondo imprenditoriale lucano. A prima vista pare proprio di no se è vero, come è vero, che il presidente di Confindustria di Basilicata, Martorano, è più volte intervenuto per criticare l’operato dei due organismi consortili, non solo, Confindustria è uscita da tempo dagli organismi consortili. Se sono proprio gli industriali a criticare i Consorzi c’è da interrogarsi perché questi Enti debbano continuare ad operare, almeno con le regole attuali. E’ fuor di dubbio che negli anni ’80 i consorzi, grazie agli ingenti fondi calati da Roma, hanno svolto un ruolo fondamentale nella infrastrutturazione di alcune aree industriali (Potenza, Tito, Melfi, Isca Pantanelle, Senise, Matera, Pisticci, Ferrandina ecc) ma è altrettanto vero che esaurito questo compito il ruolo dei Consorzi ASI va ridisegnato affidando loro compiti ben definiti. Come sono oggi strutturati i Consorzi rappresentano un appesantimento burocratico per chi intende insediarsi in ragione dei regolamenti in vigore spesso causa di lungaggini che ritardano l’insediamento. Per non parlare, per quanto concerne il Consorzio ASI della provincia di Potenza, l’aver introdotto una odiosa tassazione aggiuntiva ai tributi comunali che di fatto contribuisce ad appesantire, invece di alleggerire, il costo del lavoro. Una vera e propria contraddizione. Mentre è in atto un vivacissimo dibattito è arrivato un inatteso provvedimento del TAR di Basilicata che, accogliendo parzialmente il ricorso del Consorzio ASI di Matera, ha di fatto annullato la delibera regionale che aveva inviato i Commissari (si era insediato solo l’Ing. Pafundi a Potenza). Una telenovela la cui ultima puntata è ben lungi da programmare.

Da capire anche come razionalizzare le risorse che orbitano attorno all’acqua lucana, tre Enti regionali francamente sono esagerati. Come esagerato è il costo dell’acqua pagato dai lucani e che da più parti viene contestato.

Quello che si deve assolutamente mettere in campo è la lotta allo spreco di risorse ingenti per tenere in vita Enti che stanno in piedi esclusivamente per pagare lo stipendio ai consigli di amministrazione.

Un timido taglio la Giunta regionale lo ha fatto un paio d’anni fa ma restano attivi molti enti e i loro componenti ed i consigli di amministrazione. Postazioni ambitissime tant’è che per la nomina degli organismi oggi in carica ci furono circa 7.000 domande presentate da un esercito di circa 2.000 burocrati per ottenere una poltrona. Peccato che i posti distribuiti lo scorso anno furono circa un centinaio con un rapporto di un incarico ogni 6.000 abitanti, una enormità.


postato da: astronik alle ore 21:40 | link | commenti
categorie: basilicata, sprechi
sabato, 29 dicembre 2007

Le due Basilicate

Come ogni anno qualsiasi governante che si rispetta di questi tempi traccia il bilancio del suo operato. Lo stanno facendo in tanti, io vorrei soffermarmi sul resoconto del nostro Governatore Vito De Filippo.
Da buon giornalista il nostro Presidente in passato aveva coniato lo slogan “Basilicata fast”, ebbene di quel termine inglese, che tradotto vuol dire veloce, si sono perse le tracce nel resoconto del 2007. Pur tuttavia il Governatore ha tracciato un bilancio più che positivo dell’anno che va in pensione. Ha parlato del rating lusinghiero dell’agenzia Moody’s, dei progressi economici della regione, del calo della disoccupazione (sic!), della crescita del PIL regionale, dell’aumento delle esportazioni, del contenimento delle spese per la sanità, dell’utilizzo dei fondi comunitari. Se questi dati li leggesse un alto atesino, un veneto, sarebbe soddisfatto di questo bilancio.
Ma se a captare queste cose è  un lucano “normale” come me o voi che leggete le facezie che scrivo sul blog, si penserebbe che il buon De Filippo s’è fatto prestare la relazione illustrata alla stampa da un suo collega del mitico nord est.
Io che in Basilicata ci vivo non mi sono accorto di tutte queste positività. Io che mi informo quotidianamente per tutto l’anno ho sentito altre cose, parole che sono diventati dei veri e propri “tag”: emigrazione, spopolamento, disoccupazione, delocalizzazione, povertà, sperperi, spoliazione, sfiducia…… mi fermo qui se no mi prende un attacco di depressione.
Come si evince esistono due “Basilicate”, quella che “vede” il nostro Presidente e quella che “vivono” i lucani. Probabilmente la verità sta nel mezzo. L’ottimismo di De Filippo, pur se istituzionale, dovrebbe essere preso come auspicio. La realtà, ahnoi, è tutt’altra cosa.
Buon 2008 a tutti!
 
P.S.
Notate il colore del testo del post…. Verde speranza….

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categorie: basilicata, bilancio, de filippo
mercoledì, 19 dicembre 2007

Riflessioni (con incazzatura) di fine anno

Oggi ho ricevuto la busta paga della tredicesima, quella che non contiene altre voci e consente di determinare quant’è lo stipendio netto di un lavoratore. Ho voluto fare un raffronto con quella dell’anno precedente e mi sono accorto che le trattenute sono aumentare.
Rispetto al 2006 mi sono ritrovato a pagare 170 euro in più per effetto di un aumento del FPLD (che cavolo sarà?) passato dal 8.89% al 9.19%.. Di IRPEF invece ho pagato in più circa 263 euro. E meno male che il governo di centro sinistra, che io ho contribuito a far governare l’Italia, aveva garantito che avrebbe restituito quello che Berlusconi si era preso….. Mi devo iscrivere immediatamente ad uno dei tanti partiti che proliferano, quello dei “cornuti volontari”.
Se poi penso che l’inflazione, quella vera, non quella taroccata dell’ISTAT, ha eroso ulteriormente il potere d’acquisto, la situazione si fa tragica…..
Se penso (quanto penso!) che i nostri governanti si vantano di aver messo da parte il famigerato “tesoretto” mi girano le palle in maniera vorticosa….. hanno rubato ai poveri per mantenersi loro, la casta…….
E mi assalgono i dubbi. Ma vuoi vedere che quegli antipaticoni della destra qualche ragione ce l’hanno quando parlano male di questo governo?
E poi mi devo sentir dire, che, per il fatto di aver appoggiato la protesta di Beppe Grillo, sono un fautore dell’antipolitica…..
Ripeto quello che ho urlato l’8 settembre scorso: vaffanculo a voi e a tutti quelli come voi…..

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categorie: tasse, tredicesima
sabato, 15 dicembre 2007

La Giustizia secondo Travaglio

Dopo le ultime sconcertanti esternazioni di Berlusconi sui PM “dell’armata rossa” si ripresenta il problema della Giustizia in Italia
Vi sottopongo alcuni stralci dell’analisi del “giustizialista” Travaglio contenuta nella prefazione del libro del magistrato Bruno Tinti “Toghe rotte”.
Da quando, con le indagini su Tangentopoli e Mafiopoli, la legge cominciò a sembrare davvero uguale per tutti, iniziarono a serpeggiare alcune leggende metropolitane davvero avvincenti. La migliore è quella secondo cui l’Italia sarebbe uno Stato di Polizia dove gli imputati, sistematicamente privati dei diritti di difesa, sarebbero in balia di un plotone di magistrati forsennati che li seviziano con ogni sorta di supplizio,. Li terrorizzano con tintinnio di manette per estorcere confessioni (ovviamente false), li sbattono in galera e gettano la chiave……. Un Paese con poche garanzie e troppi detenuti…….. l’Italia non ha troppi detenuti, ma troppi delinquenti (per giunta impuniti)……. Non soffre di manette facili, semmai di troppe scarcerazioni facili (o mancate incarcerazioni)… Un paese dove chi volesse andare in galera dovrebbe volerlo fortissimamente, impegnarsi allo spasimo e alla fine sperare di essere fortunato , perché tra un cavillo e uno sconto, un’attenuante e una condizionale, una pena alternativa e una multa sostitutiva, una depenalizzazione e un indulto, è altamente probabile che verrebbe respinto alle porte del penitenziario……La giustizia italiana non funziona perché è programmata per non funzionare. Perché figlia di una classe dirigente con una spiccata tendenza a delinquere, cioè a non rispettare le leggi che approva o fa approvare da altri…….si depenalizza il falso in bilancio e si introduce addirittura la “modica quantità” di fondi neri magari per “uso personale” come per la droga….. anziché garantire un minimo di certezza della pena, ci si prodiga con maggioranze oceaniche a metter fuori con l’indulto anche quei pochi delinquenti che, con immane fatica le forze dell’ordine e la Magistratura erano riuscite ad assicurare alla giustizia………
MI fermo qui, ma vi consiglio di leggere il libro di Tinti, soffermandovi proprio sulla prefazione di Marco Travaglio.


postato da: astronik alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: giustizia
mercoledì, 12 dicembre 2007

Contro gli autotrasportatori

Da sempre favorevole alla libertà di esspressione e di sciopero. Rispettoso e comprensivo per le rivendicazioni di tutte le categorie lavorative. Feroce sostenitore dei diritti dei precari. Critico, qualche volta, per la "morbidezza" dei sindacati confederali. Sincero (spero proprio) democratico ma questa volta non posso ne appoggiare ne condividere il tipo di lotta scelta dagli autotrasportatori.
Hanno paralizzato l'Italia e stanno causando molti più danni di quanti ne vogliono risolvere.
Una protesta populista contro il popolo!
Che si vergognino coloro che stanno manovrando i fili..... perchè, non ce lo nascondiamo, dietro tutto ciò vedo l'ombra di un burattinaio.......


postato da: astronik alle ore 12:08 | link | commenti (2)
categorie: sciopero, trasporti
mercoledì, 05 dicembre 2007

La situazione della giustizia in Italia non è buona

Il simbolo della Giustizia è una bilancia, sta ad indicare equilibrio e imparzialità, ora non più, oggi pende da una sola parte, quella sbagliata. Si può ancora parlare di Giustizia in Italia dopo le ultime notizie sui casi di Forleo e De Magistris? Io penso proprio di no.
Dichiara Di Pietro: "C'e' accanimento contro i magistrati scomodi". E come non dargli ragione….
La coraggiosa Clementina ha avuto l’ardire di indagare su personaggi intoccabili e glie la stanno facendo pagare cara. Molto cara. Invece di focalizzare l’interesse sul suo lavoro, sul caso Unipolche ti orchestrano? Tutto questo ambaradan per neutralizzare proprio gli effetti delle risultanze dell’inchiesta su D’Alema e company….. Dice bene l’ex Procuratore di Milano Borrelli : se qualcuno indica la luna, il metodo per distrarre l’opinione pubblica è quello di focalizzare l’attenzione sul dito”. Ormai è chiaro, indagare su certe persone, magari di sinistra, è molto pericoloso! E chi ha più fiducia nell’organismo di autogoverno? Quel CSM composto da membri la cui imparzialità vacilla perché nominati da quella politica che risulta per lo meno difficile indagare…..
Per una volta sono d’accordo con Alfredo Mantovano di Alleanza Nazionale quando afferma: “Colpirne una (anzi due; c’è il preannuncio per De Magistris) per educarne cento”, afferma Mantovano, che spiega: “E’ il chiaro messaggio che esce dalla 1° Commissione del CSM, relativamente alla posizione della dott.ssa Forleo. Come se finora nessun giudice avesse preso parte a trasmissioni tv, avesse esternato a margine di vicende giudiziarie da lui seguite, avesse proposto al Parlamento richieste di autorizzazione opinabili”
Ed anche questa volta mi trovo perfettamente allineato con il massimo rappresentante dell’antipolitica, il comico che ha osato occuparsi di politica. Condivido anche questa sua filippica sul blog più letto dagli italiani.
Mi devo ripetere ma lo faccio volentieri: io sto con Clementina!

postato da: astronik alle ore 22:32 | link | commenti (3)
categorie: giustizia, forleo
sabato, 01 dicembre 2007

Comprate italiano, mangiate lucano!

I dati ISTATsull’inflazione del mese di novembre tornano a ricordarci che è in atto una delle più terribili crisi economiche che si ricordino e che non trovano riscontro nelle aride cifre. Quel 2,4 % non dice proprio nulla…..
La notizia sta scatenando una ridda di commenti ma io voglio solo fare un invito, anzi due.
Compriamo prodotti italiani e mangiamo prodotti lucani.
E’ un modo come l’altro di dare una mano all’economia nazionale in questo mondo sempre più globalizzato siamo invasi da prodotti provenienti da tutto il mondo e non sempre sono all’altezza di analoghi prodotti italiani, talvolta è solo il prezzo invitante a tentarci.
Soprattutto a tavola dobbiamo stare attenti. Siamo letteralmente sommersi da cibi di provenienza ignota ma il più delle volte di qualità molto scadente. Dobbiamo tenere d’occhio le nostre tasche e la nostra salute. Leggevo su un giornale di Matera che non si stampa più, il Giornale della Sera, di quella faccenda del grano contaminato dalle radiazioni sbarcato a Bari nel 2005 e che nonostante le proteste e le polemiche scatenatesi è stato venduto e finito in molti molini e pastifici, grano trasformato in pane, pasta e prodotti vari…..
Nei supermercati non si trova più aglio italiano, quasi nessuno legge l’etichetta della provenienza se lo facesse rimarrebbe esterrefatto. La Cina sta diventando uno dei paesi che esporta più prodotti alimentari, ma chi va a controllare come in Cina si producono quei cibi? Lo sappiamo tutti (o forse no) che la Cina è uno dei paesi con il più alto tasso di inquinamento nell’aria, nell’acqua e forse nel suolo…..
La notizia è di ieri, i coltivatori del metapontino hanno aperto il primo punto di vendita della cosiddetta “filiera corta” alla periferia di Potenza. I prezzi sono davvero bassi, i prodotti di buona qualità; speriamo che tali punti vendita vengano estesi in tutta la regione. Ci guadagnano i consumatori ed i produttori e la salute non viene compromessa.

postato da: astronik alle ore 15:46 | link | commenti (3)
categorie: economia, salute
venerdì, 23 novembre 2007

Basilicata Libera

L’assemblea di Libera di Basilicata era molto attesa ed il mio amico Giulio Laurenzi aveva anticipato l’evento con una bella vignetta pubblicata sulle colonne de Il Quotidiano.
 
 
Ho partecipato all’assemblea pubblica di libera di aprile scorso, ricordo che la sala del Museo Provinciale era gremita, un successo di partecipazione senza precedenti, si disse.
 
 
Ma quello che ho visto stasera non lo dimenticherò facilmente. L’assemblea era in programma per le 17.30, un impegno famigliare mi ha fatto perdere un po’ di tempo ma alle 17.20 sono salito in macchina per raggiungere il Teatro Don Bosco. Un traffico ancora più intasato del solito mi ha fatto arrivare a Piazza don Bosco alle 17.45, tutt’intorno un caos inusuale, ho parcheggiato lontanissimo. Quando sono arrivato all’ingresso del Teatro ho capito il perché. Sia la platea che la galleria del Teatro erano gremitissimi e agli ingressi in sala una calca indescrivibile. Mai vista tanta gente tutta insieme in un locale pubblico. Giovanissimi, giovani, anziani, tanti anziani. Incredibile. Ho intravisto degli amici di Matera, un amico ambientalista da Muro Lucano, mi dovevo incontrare con alcuni amici a cui avevo dato appuntamento. Macchè…. Sono rimasto stordito dal vedere così tante persone richiamate lì, stipate all’inverosimile, per ascoltare autorevoli voci che avrebbero parlato della questione legalità nella nostra regione.
Alle 18.00 circa l’assemblea incominciava. Sul palco da un lato don Marcello Cozzi, il giornalista della Stampa Antonio Massari, Marco Travaglio; dall’altro lato il procuratore di Palermo Antonio Ingroia, il giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio e un bravissimo conduttore, un giornalista della rivista Micromegadi cui ora mi sfugge il nome. Non c’era la Borromeo (che tante polemiche ha generato nel post precedente!!!)
E’ toccato a don Marcello aprire gli interventi, egli ha fatto una panoramica dei tanti misteri che ancora non trovano soluzione in questa regione, ha citato il caso Elisa Claps e dei fidanzatini di Policoro e di tanti efferati delitti rimasti senza colpevoli. Ha parlato dell’incursione della ‘ndrangheta in Basilicata e dei tanti affiliati fra la criminalità lucana. Ha parlato degli ultimi avvenimenti che hanno interessato la magistratura lucana poi finiti nei fascicoli aperti da De Magistris. E’ toccato poi al bravo Antonio Massari riassumere le vicende sulle inchieste di “toghe lucane” magistralmente trattate in alcuni articoli su La Stampa . Applausi scroscianti. Il microfono è passato al procuratore Ingroia che ha parlato di com’è difficile occuparsi di “certe” cose per i PM, ha parlato delle vicende di Falcone e Borsellino ed il suo interessante intervento si è concluso con un applauso che pareva non finire mai.
E’ toccato all’ottimo Carlo Vulpio del Corriere della Sera intrattenere il pubblico sempre più interessato con battute che hanno strappato il sorriso. Ha parlato della grottesca vicenda della sua incriminazione da parte della magistratura materana ed ha fatto un riassunto di quanto ha scritto sulle colonne del “corrierone” . Sono stati proprio gli articoli di Vulpio a scardinare le reticenze di certa stampa locale, ed il riferimento alla RAI di Basilicata ha strappato un applauso rumorosissimo. Molto simpatico questo pugliese che scrive per il più prestigioso quotidiano italiano. Dulcis in fundis il “divo” Travaglio, ieri sera ad Anno Zero stasera a calcare le tavole del Don Bosco a Potenza. Il suo stile inconfondibile, l’ironia, il suo incedere incalzante ti rapiscono. Conosce molto bene le faccende di casa nostra il giornalista torinese! Ed il suo intervento è stato sovente interrotto da applausi scroscianti. Un animale da palcoscenico… Poi…. Poi non lo so com’è andata perché dopo due ore in piedi, pigiato e strattonato non ce l’ho fatta più ed ho dovuto allontanarmi per prendere fiato. Ma non mi è stato più possibile riconquistare una posizione accettabile….. Leggerò domani sui giornali gli interventi del pubblico….. Sono però rimasto colpito da cotanta partecipazione…. Vuoi vedere che in Basilicata le cose cominceranno a cambiare?
 

postato da: astronik alle ore 22:17 | link | commenti (2)
categorie: legalitÃ